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Hayley Williams, 5 canzoni da ascoltare per conoscere la cantante

Hayley Williams, 5 canzoni da ascoltare per conoscere la cantante

Molto più del solo, semplice volto dei Paramore, Hayley Williams ha tanto da offrire al mondo della musica. Ecco alcune sue canzoni da solista che, se non l’hanno già fatto, la renderanno indimenticabile.

Chiunque abbia passato almeno un pomeriggio su MTV tra il 2007 e il 2008 avrà sicuramente ricordi dei Paramore, che al tempo erano sulla bocca di tutti grazie alla loro Misery Business, un intramontabile concentrato di emo-pop. E, nell’approcciarsi ai Paramore, è impossibile prescindere dalla loro cantante e paroliere principale, Hayley Williams, tra le voci più belle della sua generazione.

Le migliori canzoni di Hayley Williams da solista

Titolo del brano Tematica affrontata Caratteristiche sonore
Simmer Rabbia trattenuta e difficoltà di perdonare Produzione intensa
Roses/Lotus/Violet/Iris Crescita personale, femminismo e rifiuto dei paragoni Atmosfera eterea e sognante
HYD Depressione e pentimento per un’amicizia naufragata Sound minimalista e acustico
Mirtazapine Salute mentale e farmaci antidepressivi Ispirazioni shoegaze e voce graffiante
True Believer Critica al sistema, ipocrisia religiosa e ingiustizia razziale Sound dark e ipnotico

L’evoluzione artistica di Hayley Williams, dai Paramore al progetto solista

Hayley Williams nasce a Meridian, nel Mississippi. Ha solo tredici anni quando si trasferisce nel Tennessee, a Franklin, vicino Nashville, città da sempre nota per la sua vivace scena musicale. Proprio lì comincia a prendere lezioni di canto, incontra i futuri membri dei Paramore, e il resto è storia. Nonostante i diversi mutamenti di formazione e le più catastrofiche delle previsioni, i Paramore sono attivi ancora oggi, con sei album in studio alle spalle e, a quanto pare, tutta l’intenzione di continuare insieme il percorso musicale avviato più di vent’anni fa: «Finché saremo amici,» ha affermato Williams, «la band sarà parte di noi.»

Nel tempo, pur essendo cambiata – o meglio, cresciuta – Williams non ha perso la sua cifra identitaria fondamentale, quell’energia inconfondibile che l’ha sempre caratterizzata; piuttosto, ha maturato una consapevolezza artistica che l’ha portata a esplorare nuovi orizzonti. Nel 2020, dopo numerosi progetti con i Paramore, ha così intrapreso, senza lasciare la band di cui fa parte fin da ragazzina, anche una carriera da solista, dimostrando l’impatto del suo contributo, talvolta messo in discussione.

Perfino un orecchio non esperto riconoscerà che la musica di Hayley Williams differisce da quella dei Paramore: dal sound meno energico, più sperimentale, fortemente intimista e con momenti minimal volti a porre enfasi sull’aspetto cantautoriale. La stessa Williams afferma di aver riscoperto, lavorando al suo progetto solista, una libertà artistica che aveva dimenticato potesse esistere. Mettendo da parte per qualche istante il ruolo da frontwoman dei Paramore, e ispirandosi a leggende come Björk e Siouxsie Sioux, la cantautrice ha abbracciato generi per i quali aveva espresso ammirazione in passato. Tra synths eterei della new wave e strutture inusuali dell’art pop, passando per strumentalizzazioni acustiche tipiche della musica folk, scopriamo cinque canzoni di Hayley Williams che hanno lasciato il segno.

Vulnerabilità che diventa musica: le migliori canzoni di Hayley Williams

1. Simmer

Prima canzone solista rilasciata dalla cantante, Simmer si distingue per la produzione intensa, a evocare uno stato d’animo di rabbia trattenuta che il testo, poi, esplicita. È un brano sulla particolare difficoltà del conciliare la collera col genuino desiderio di andare avanti e perdonare: Williams descrive la rabbia come «a quiet thing», qualcosa di cui credi di esserti liberato, ma che, invece, torna a farsi sentire quando meno te lo aspetti. Entro la fine della canzone, la cantante sembra trovare pace nella propria fragilità, suggerendo a chi ascolta «wrap yourself in petals for armor», verso che dà il titolo al suo album di debutto, Petals for Armor (2020).

«Control
There’s so many ways to give in
Eyes closed
Another way to make it to ten
Oh, how to draw the line between wrath and mercy?
Gotta simmer, simmer, simmer down»

2. Roses/Lotus/Violet/Iris

Riprendendo la metafora di Petals for Armor, in questo brano Williams invoca l’immagine di un giardino e della sua moltitudine di fiori per descrivere la crescita e la riscoperta personale: come ogni fiore cresce a sé, così ciascuno di noi ha un suo percorso da seguire, distinto da quello di chiunque altro. È una canzone anche profondamente femminista, incoraggiando nello specifico le donne a non paragonarsi le une alle altre, a non appassire – Williams parla di «wilted women» – ricercando un ideale che non esiste. La partecipazione del supergruppo femminile boygenius non è, quindi, un caso. Musicalmente, Roses/Lotus/Violet/Iris si caratterizza per un’atmosfera eterea, quasi sognante e contemplativa, con stratificazioni vocali che avvolgono l’ascoltatore.

«Think of all the wilted women
Who crane their necks to reach a window
Ripping all their petals off just ‘cause
“He loves me now, he loves me not”
I myself was a wilted woman
Drowsy in a dark room
Forgot my roots
Now watch me bloom»

 

3. HYD

Dopo Petals for Armor e la cancellazione del tour eponimo per via della pandemia di COVID-19, Hayley Williams si è dedicata a un progetto che definire tale non è forse appropriato, perché neanche lei aveva idea si stesse concretizzando. Registrato interamente a casa sua, Flowers for Vases / descansos è il suo secondo album da solista, quello in cui si mette più a nudo. Caratterizzato da un sound minimalista e sorretto da strumentalizzazioni acustiche, Flowers for Vases / descansos tratta tematiche fortemente personali per la cantante, e HYD è la traccia che ne racchiude l’anima: intercettata da suoni ambientali, Williams sembra rivolgersi a una persona a lei cara con la quale non è più in contatto e che pare soffrire di depressione, esprimendo tutto il pentimento per aver lasciato che la loro amicizia naufragasse. È un brano intimo e delicato, una carezza malinconica.

«In a million years, never thought I’d see
The day you would choose your fear over me
‘Cause many storms have come and if not for you
I’d have been stuck down, disappeared at sea
I know it’s hard for you to take a compliment
But my life began the day which you came in it»

4. Mirtazapine

Mirtazapine è tra le prime canzoni da Ego Death at a Bachelorette Party (2025), terzo album in studio della cantante, che i fan hanno avuto modo di ascoltare. Rilasciato inaspettatamente attraverso una radio locale di Nashville, il brano ha segnato un ritorno energico, ispirato allo shoegaze, con riverberi e distorsioni che si fondono con una voce graffiante. A dispetto del sound, il tema affrontato è molto più sobrio: la mirtazapina del titolo è un farmaco antidepressivo, che Williams paragona al genio della lampada, la soluzione a ogni suo male. È una canzone che mostra la versatilità della cantante, non solo musicalmente, ma anche liricamente.

«Here come my genie in a screw cap bottle
To grant me temporary solace
I could never be without her
I had to write a song about her
Who am I without you now?
Mirtazapine
You make me eat, you make me sleep
Mirtazapine
You let me dream, you let me dream»

 

5. True Believer

La cantante non ha mai esitato a esprimersi su questioni sociali, ma questo è diventato particolarmente vero negli ultimi anni. Tra le canzoni di Hayley Williams, True Believer è quella che ne tocca di più. In una critica generale al sistema, Williams denuncia l’ipocrisia delle cosiddette “megachurches”, che ritiene abbiano perso ogni ideale genuinamente cristiano in nome del profitto, ma anche la normalizzazione tipicamente americana delle armi da fuoco e, soprattutto, l’ingiustizia razziale che ancora oggi permane negli States con una diretta citazione a Strange Fruit, canzone di protesta degli anni ’30. Rispetto a tutto questo, Williams definisce se stessa «a true believer», animata da propositi davvero umani che spera di infondere nella città di Nashville, a lei cara perché ha visto gli inizi della sua carriera musicale. A rispecchiare la gravità dei temi trattati, il brano è teso, da un sound dark e quasi ipnotico.

«I’m the one who still loves your bones
I reanimate your bones
‘Cause I’m a true believer»

La legacy di Hayley Williams nella scena musicale

Hayley Williams è un’artista versatile, dalla visione artistica determinata, ma anche in continua evoluzione: con lei non ci si può annoiare. Ascoltarla risulta inevitabilmente in un viaggio nella propria interiorità, perché Williams ha un modo di raccontare la sua vicenda personale tale da indurre a dimenticare di chi sta davvero parlando. Questo è vero in parte perché la cantante ha saputo infondere di vulnerabilità l’energia pura della scena pop-punk, ridefinendo il ruolo femminile nel genere, ancora ferocemente messo in discussione, e forse anche gli stereotipi del genere stesso, non rifuggendo dal parlare di argomenti talvolta percepiti come “vergognosi”, come la sua depressione. Senza dare in pasto la sua vita privata al pubblico, Williams ha così offerto un modello per migliaia di giovani donne con le sue stesse ambizioni o, semplicemente, con le stesse problematiche da affrontare – artiste della new gen come Billie Eilish e girl in red l’hanno citata quale fonte di ispirazione. È uno status a cui Williams è arrivata sperimentando e rinnovando costantemente la sua musica, cosa che, a quanto pare, non intende smettere di fare.

(Fonte immagine: Copertina ufficiale di Petals for Armor – Hayley Williams, foto di Lindsey Byrnes)

 

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