La Thailandia, come molti dei suoi vicini asiatici, è profondamente intrisa di una cultura animista, che convive armoniosamente con influenze buddhiste, induiste e brahmaniche. Questo intreccio spirituale dà vita a un ricco mosaico di rituali, simboli e credenze che permeano la vita quotidiana.
Tra le espressioni più affascinanti di questa tradizione ci sono le case degli spiriti.
Tipiche della cultura thailandese, ma diffuse anche in Cambogia, Laos e Birmania, le case degli spiriti sono piccole dimore sacre ispirate alla forma delle abitazioni tradizionali. Vengono poste di fronte a case private, templi o edifici pubblici e sono destinate ad accogliere gli spiriti protettori, garantendo protezione agli abitanti e al luogo stesso.
Spesso ospitano anche statuette in argilla che rappresentano i servitori o accompagnatori dello spirito guardiano.
Nella tradizione thailandese, queste strutture sacre prendono il nome di San Phra Phum. Possono essere semplici e in legno o riccamente decorate, a seconda della zona. È consuetudine offrire allo spirito protettore doni quotidiani, ghirlande di fiori, incenso, ma soprattutto cibo e bevande, per onorarlo ed evitare di offenderlo.
L’installazione delle case degli spiriti è affidata agli sciamani bramini, che eseguono rituali specifici durante cerimonie ben precise. Gli spiriti venerati possono essere di vario tipo: da quelli benevoli, portatori di fortuna e serenità, a spiriti più esigenti, che chiedono rispetto per non essere dimenticati. In cambio, promettono protezione, prosperità per la famiglia e buon auspicio nelle attività lavorative.
Animismo nel culto delle case degli spiriti
Secondo la visione animista, ogni cosa, vivente o inanimata, possiede un’anima o uno spirito. Montagne, alberi, fiumi, pietre e perfino gli oggetti creati dall’uomo possono ospitare una presenza spirituale. Questo principio ha dato origine, nel corso dei secoli, a una moltitudine di culti e religioni, spesso intrecciati tra loro.
In Thailandia, la maggior parte della popolazione si dichiara buddhista e segue la scuola del buddhismo Theravāda, che si è diffusa nel Paese dopo l’affermazione delle antiche credenze animiste. Oggi, rituali buddhisti, induisti e animisti convivono armoniosamente nella vita quotidiana del popolo thailandese.
Il Buddhismo Theravāda
Il buddhismo Theravāda affonda le sue radici negli insegnamenti del grande maestro Siddhartha Gautama, il Buddha storico, vissuto nel V secolo a.C. Dopo la sua morte, i suoi insegnamenti furono raccolti e trasmessi attraverso testi sacri antichi del buddhismo.
Scopo del buddhismo Theravāda è raggiungere l’illuminazione e liberarsi dalla sofferenza dell’esistenza terrena, seguendo gli insegnamenti del Buddha contenuti nel Nobile Ottuplice Sentiero attraverso la meditazione.
In Thailandia, il buddhismo non è solo una religione, ma una vera e propria filosofia di vita. Influenza profondamente la società: dalla formazione scolastica alla vita politica, dalla moralità pubblica alle relazioni familiari. I templi fungono da centri spirituali e sociali, e molti giovani uomini scelgono di trascorrere un periodo della loro vita come monaci, in segno di devozione e crescita personale.
Fonte immagine: Wikimedia Commons – Basile Morin https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Spirit_house_with_offerings_and_sculptures_of_animals_in_a_wood_in_Luang_Prabang_Laos.jpg