Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Ingranaggi: il nuovo album di Ivan Granatino

Ingranaggi: il nuovo album di Ivan Granatino

Ingranaggi è il nuovo album di Ivan Granatino.

Uscito a giugno 2017, il suo terzo album aggiunge una tacca alla carriera artistica del cantautore di origini casertane ma napoletano nel cuore.

Questa volta, oltre alla creazione, l’album è stato prodotto dallo stesso artista che ha fondato anche una propria casa discografica, “Napule Allucca”.

Ivan è già attivo da vari anni sulla scena musicale napoletana: ha collaborato con Clementino, Luché (Cosang) e Franco Ricciardi ma, grazie anche alla partecipazione a un noto talent targato RAI, ha avuto modo di farsi conoscere anche dal pubblico nazionale.

La Tracklist di Ingranaggi è composta da 17 tracce

La scelta di questo repertorio è stata determinata dallo stesso artista che ha “incastrato” – così come vanno gli ingranaggi per poter funzionare – delle canzoni che avessero un tema comune: l’amore.

In alternanza, troviamo brani in italiano e in napoletano, quasi a voler rendere quanto più versatile possibile il prodotto finale; le sonorità portano il suo marchio ovvero un incrocio, un ibrido, tra rap, dance e elettronica. L’album nel suo insieme è ben riuscito, divertente e completamente attuale nella scena musicale commerciale dell’ultimo periodo come traspare dalla prima traccia “Io non posso”: un brano pop al punto giusto che racconta dell’essenzialità dell’amore nella vita di ognuno.

L’amore è l’ingranaggio che fa muovere il mondo

Come già accennato precedentemente, “Ingranaggi” è il contenitore dell’amore raccontato nelle sue varie forme: principalmente il sentimento che intercorre tra le persone. Si parla di amori finiti, infiniti, tradimenti e della difficoltà che comporta la separazione da chi si ama.

Ma non sono solo questi i temi trattati: “Chapeaù”, brano con un video dalle 700.000 visualizzazioni e più, presentato alle selezioni per “Sanremo giovani” tratta di un tema fondamentale e cioè la libertà di espressione. “Napule allucca” invece racconta di quando si abusa della libertà di espressione, quando si sfocia in aspetti orribili della società come il razzismo e l’insulto gratuito, nascosto dietro uno pseudo identitarismo che non sempre porta a risultati positivi e non distruttivi. In Se vive a metà” canta delle difficoltà della vita, quelle che colpiscono tutti quotidianamente ma che non impediscono a nessuno, Ivan Granatino compreso, di continuare a provarci, a lavorare su se stessi per conquistare un futuro migliore.

Intervista a Ivan Granatino

Il tuo nuovo album “ingranaggi” è il risultato di un alternarsi di lingua italiana e dialetto napoletano. Potresti raccontarci brevemente il processo lavorativo dietro questa scelta?

Possiamo dire che il napoletano è la mia lingua d’origine. Scrivere in napoletano mi viene naturale. È istintivo e quindi le canzoni che scrivono mi sembrano più immediate. Ma con questo disco ho voluto aprirmi ad un pubblico più ampio perché avevo tante cose da dire e quindi l’italiano ti dà la possibilità di arrivare agli ascoltatori di tutto il paese. Non ho voluto scontentare nessuno.

Cosa ne pensi della nuova scena indie napoletana?

A Napoli c’è molto fermento: tanti giovani, tante band e tanti musicisti, cantanti, artisti indipendenti che escono fuori ogni giorno. Questo è un bene, ma non c’è sempre tanta originalità, a volte sembra tutto già ascoltato, e poi un grande problema è che non riescono a superare i confini della Campania, che non è un problema da poco.

Quali sono i temi che prevalgono nel tuo nuovo album? Qual è il messaggio che più preme per te mostrare al tuo pubblico?

Questo è un disco che parla soprattutto d’amore, nelle sue mille sfumature, perché penso sia il più grande dei sentimenti. E oggi si vedono tante cose negative in giro, quindi ho pensato che c’è bisogno di parlare d’amore e se non lo fa un cantante, chi lo deve fare?

Cosa significa oggi essere un artista nel mercato italiano caratterizzato dal “fenomeno talent” ?

Il talent è una grande vetrina e ha il vantaggio di farti conoscere, ma se non vai oltre è una macchina che può distruggerti. Secondo me serve solo come base di lancio, poi ognuno deve camminare con le proprie gambe.

Che consiglio senti di dare ai ragazzi napoletani che vogliono entrare nel mondo della musica?

Non penso di essere in grado di dare consigli. Penso che bisogna essere un po’ folli per fare questo lavoro ma anche tanto concreti e soprattutto tenaci. Mai abbattersi!

Naomi Mangiapia

Print Friendly, PDF & Email