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Eroica Fenice

Benzina, intervista ad Enzo Russo

Enzo Russo è un artista napoletano che nasce come chitarrista, ma arriva a collezionare diverse ed importanti esperienze: autore di colonne sonore e jingle per spot radiotelevisivi, si occupa della produzione artistica di giovani talenti. Inoltre, stringe collaborazioni che meritano di essere ricordate:  Spiral 69 (Band romana inedita), Oriana Lippa (giovane cantante partenopea), Diatriba (Band napoletana inedita).

Enzo Russo è anche l’autore di un progetto: Benzina, con cui ha pubblicato  il 29 febbraio scorso il terzo album: “Nel vuoto che c’è“. Le dieci canzoni, tra suoni, a volte forti, altre dolci, raccontano di amori, storie quotidiane, sorrisi da offrire e strade che non sempre portano dove si immaginava.

Benzina:  intervista ad Enzo Russo

Mi incuriosisce il nome del gruppo. Vuoi spiegarci perchè “Benzina”?

Era il 1999… mettemmo su una band e pensammo ad un nome non troppo difficile, poi suonavamo cose belle, tirate e pensammo a “Benzina”.
Nel 2011, nel bel mezzo del tour, il cantante decide di lasciare i Benzina e io credevo fosse finita l’avventura della band; in un certo senso è stato così perchè oggi sono da solo a fare tutto (lo ero già da un bel po’ di anni) e devo dire che mi sto divertendo molto. Questo nuovo album è una seconda vita per il progetto. Ho voluto che a suonare nel disco, insieme a me, ci fossero tutti i musicisti coi quali ho mantenuto in questi anni rapporti umani, prima che professionali e ho sentito che “Nel vuoto che c’è” doveva uscire ancora come Benzina.

Nell’album hai scelto di inserire la rivisitazione di “Lontano Lontano” di Luigi Tenco. La scelta è dovuta alla canzone in sè o dobbiamo leggerla come un tributo all’artista?

Luigi Tenco, insieme ad altri pochi in Italia, è uno che vale la pena cantare, mi emoziona.
Amo particolarmente la sua vena malinconica, avevo già riarrangiato “Vedrai vedrai” nel disco de “La nevrosi”, un’altra band che ho prodotto qualche anno fa. Mi piace stravolgere le canzoni degli altri, è una cosa molto stimolante.
Ti confesso che un’altra canzone che riarrangerò presto è “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla, capolavoro assoluto.

Qual è la musa che ispira i tuoi testi?

Vivo, sbaglio, imparo, viaggio tanto… giro il mondo per lavoro, trovi tutto questo nei miei testi e nella mia musica. Era dal 2011 che stavo scrivendo canzoni mentre ero in tour in Russia, Germania, Inghilterra, Usa e mille altri posti. Di base sono le mie esperienze personali che mi spingono a scrivere.

Solo parole è una delle canzoni che mi ha colpito di più del nuovo album. Come nasce?

Come tutte le altre canzoni di questo disco in particolare, avevo delle cose da dire a un po’ di persone e visto che non credo di essere bravissimo a comunicare, spesso non ho voglia di perdere tempo… ho scritto delle canzoni, dovevo pur dirlo a qualcuno!

Sogni nel cassetto?

Sto già vivendo il mio sogno, questa vita mi piace, ho aperto da poco un’etichetta discografica tutta mia, la “B Music Records”, sto producendo musica che mi piace, sono sempre su un palco ed ho amici in tutto il mondo grazie alla musica. Se me lo avessero detto a 14 anni, quando speravo di riuscire a suonare in qualche pub della mia città, non ci avrei creduto.

Grazie Enzo!

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