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Eroica Fenice

Giulia's mother

Truth, il primo album dei Giulia’s Mother

I Giulia’s Mother, Andrea Baileni (voce e chitarra) e Carlo Fasciano (batteria), entrambi di Rivarolo Canavese, mi raccontano che la loro collaborazione si è consolidata in seguito a un’esperienza comune: dopo aver suonato nel medesimo trio blues, hanno trasformato l’alchimia che li univa in un progetto condiviso, nato agli inizi del 2015. “Le canzoni nascevano e intanto cercavamo di trovare la giusta dimensione provando con campionatori, pad, cercando bassisti, poi ci siamo resi conto che il risultato migliore lo ottenevamo con una chitarra, qualche effetto e una batteria.”

Il background musicale dei due artisti è variopinto, ma ciò che li ha sempre accomunati è stata la continua sperimentazione, attraverso l’ascolto e la riproduzione di differenti generi, ma soprattutto attraverso il tentativo di andare aldilà di ognuno di essi per riconoscersi in un proprio mood.

Il loro nome, Giulia’s Mother “è nato un po’ per gioco dall’incontro con una ragazza di vent’anni che ci ha regalato molte speranze per una nuova generazione che verrà. «Mother» sta per Madre Natura, siamo molto legati ai paesaggi che ci circondano e crediamo sia importante  per l’essere umano avere la consapevolezza del ruolo che ha la Natura e ciò che può insegnare. Il nome inoltre costituisce un ponte tra […] la nostra lingua e quella in cui cantiamo“.

Dei testi invece raccontano: “sono il frutto dei discorsi che facciamo continuamente con le persone con cui stiamo bene. Ogni canzone è un invito a interrogare se stessi sull’onestà delle nostre intenzioni, sulle nostre paure, sulle nostre gioie. Vuole sollevare delle domande, a volte azzarda anche delle conclusioni, ma mai con la presunzione di rivelare una qualche verità. La verità è soggettiva e va cercata per essere compresa“.

L’album dei Giulia’s Mother

Le registrazioni sono avvenute totalmente in presa diretta e senza metronomi: “Oggi la maggior parte delle produzioni commerciali, ma non solo, sono “over” prodotte, al fine di raggiungere un suono comune in tutti i dischi. […] Crediamo che questo danneggi enormemente la musica e i musicisti. È così bello sentire il respiro in un microfono, il seggiolino che scricchiola, perfino gli errori che puoi trovare nei dischi del passato, quando si suonava su nastro, e se sbagliavi l’errore rimaneva lì. Noi non abbiamo fatto nulla di nuovo, anzi”. “TRUTH” vedrà le stampe il 6 maggio 2016 per INRI.

I brani di Truth, il primo disco dei Giulia’s Mother

Happiness è il primo brano di “TRUTH” La voce riesce a trasmettere quella che sembra essere una ricercata tranquillità, sofficità, ma le continue interruzioni strumentali dissestano una strada che la musica percorre a singhiozzi, per poi ritrovare la giusta scioltezza narrativa sino alla fine della canzone, che ritrova così la sua energia espressiva.
Say Nothing presenta un efficace rapporto simbiotico tra l’esecuzione ritmica e quella melodica della chitarra, che concede un piacevole rimando folk alla frase molto più di quanto la batteria aveva fatto con la prima traccia. Anche qui il consiglio è di ridurre i respiri ritmici, perché in quanto belli è proprio un peccato abusarne. Encomiabile la scelta timbrica del rullante della batteria molto ovattato che si presta particolarmente all’idea estetica della canzone.
Interessante scansione ritmica della batteria in Siù e notevole sensibilità dinamica della chitarra che riesce ad essere un tutt’uno con la voce. La batteria sembra scandire i passi di una lenta marcia che conduce chissà dove e a quale tempo.
Green Field è una piacevole boccata di aria fresca, frizzante e vitale. Non mancano neanche qui le occasioni di riflessione per l’ascoltatore.
Overwhelmed sembra condurci all’interno di una cappella in cui è in atto una mistica celebrazione. Gli archi e i cori fanno da sostegno a questa finzione narrativa, sostenendo il cantante solista dei Giulia’s Mother e il fedele seguito di nacchere e sonagli, rimembranti il crepitio della pioggia.
Only Darkness And Me è al contempo evocativa, spiritosa, cupa. L’effetto sorpresa è qualcosa che dopo secoli di musica si rifiuta di scomparire e il motivo sta nel fatto che forse in questi tempi più di prima si ha la necessità di colpire in qualche modo l’ascoltatore. Questo pezzo riesce nel suo intento, con numerosi alti e bassi che, senza stancare, incuriosiscono la percezione di chi ascolta.
Me and I presenta un biglietto da visita scarno che riprende comunque il giusto ritmo verso l’epilogo di questa breve storia.
Mother Candies compiace nella scelta ritmica variata della sei corde, di contro la voce ricorda forse troppo le facezie stilistiche del cantante di un famoso gruppo salentino.
Lunga introduzione all’ascolto per Mother Butterfly, che sembra dalla prima metà essere di natura prettamente strumentale, per poi smentirsi nel corso di pochi brevissimi incisi vocali ben occultati. Un esperimento fuori dal comune, interessante ma ancora in stato embrionale e in attesa di una certa stagionatura concettuale.
U è una canzone spirituale e di notevole serenità; interessante l’uso del pronome “you” (“U”) nei cori. Risulta essere un perfetto epilogo per questa collana di racconti, esperienze, sensazioni ed emozioni di un album che anticipa la strada di un gruppo che finalmente vede fuori da fin troppo stereotipati schemi televisivi e radiofonici la musica nostrana.

Faccio il mio augurio ai Giulia’s Mother citando la loro stessa Happiness:“And cheers for my smiles and the shadow that covers them, the very same shadow tells me turn around to see that everything has finally changed”. Sperando che, per loro, questo cambiamento avvenga per il meglio, costituisca un’evoluzione, e che ogni nuovo loro progetto veda coraggiosamente la luce.

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