La Maschera: tra amore e resistenza

La Maschera: tra amore e resistenza

Quando si parla del gruppo musicale “La Maschera” bisogna fare riferimento a due concetti fondamentali che trattano nelle loro canzoni: amore e resistenza, che spesso si intrecciano tra di loro. 

“La maschera” è un gruppo musicale folk nato a Napoli nel 2013 e formato da cinque membri con una solida formazione musicale alle spalle, ossia: Roberto Colella (voce, chitarra e tastiera), Vincenzo Capasso (tromba), Antonio Gomez (basso), Marco Salvatore (batteria) e Alessandro Morlando (chitarra elettrica). La scelta del nome del gruppo ha due significati: il primo è che la maschera rappresenta il genere musicale e loro affermano di cambiare maschera continuamente con le loro canzoni, perché capaci di adattarsi ad ogni tipo di genere (nonostante il loro genere di appartenenza sia quello folk). Il secondo significato del nome è collegato all’etimologia della parola che in greco significa “persona”; quindi, contrariamente all’idea di finzione legata alla maschera, in realtà essa è molto autentica perché a stretto contatto con il volto e quindi non serve a nascondere la propria persona, ma a svelarla. La Maschera, inizialmente di nicchia, sta riscuotendo molto successo in diverse fasce d’età. Nelle loro canzoni utilizzano prevalentemente il dialetto napoletano, tratto distintivo che dà una forte carica di passione. Tra le principali influenze del gruppo troviamo sicuramente: Eugenio Bennato, Pino Daniele e i 24 Grana. Fino ad ora hanno pubblicato tre album: “’O vicolo ‘e l’alleria” nel 2014, “ParcoSofia” nel 2017 e “Sotto chi tene core” nel 2022. I temi trattati sono molteplici, primi tra tutti: amore e resistenza a cui tutti siamo chiamati. Per citarne altri abbiamo: l’appartenenza alla propria terra, l’amicizia, il riscatto (sia sociale che personale) e vivere nelle periferie. La band è molto coinvolta nella realtà sociale di Napoli e ne racconta il folklore. Parlando di amore e resistenza, ecco un’analisi di questi due temi: 

Resistenza e temi sociali

Per La Maschera la resistenza è rappresentata da micro azioni che svolgiamo sempre nel nostro quotidiano e che hanno un profondo significato. Un esempio lampante di resistenza nelle loro canzoni è  “Mirella è Felice” in cui si parla del Carnevale di Scampia (quartiere di Napoli), o ancora “Sotto chi tene core” dove si parla di resistenza e riscatto sociale in cui l’urlo di chi non ha voce diventa grido di battaglia, infatti nella canzone si afferma “vivere è resistenza” (amore per la resistenza e vitalismo). Un altro esempio di resistenza è anche la canzone “lo conosci Thomas?” in cui si parla di Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso che ha cercato di ristabilire la democrazia nel suo Paese, un esempio concreto di resistenza che viene elogiato. Questo slancio per la realtà sociale è dovuto anche alla vita del frontman Roberto Colella, nato e cresciuto tra Villaricca e Scampia (luogo originario della madre), quartieri considerati come luoghi di illegalità e degrado. Per questo motivo il gruppo La Maschera decide di raccontare la propria terra sotto un’altra prospettiva: ne racconta le cose positive, la bellezza di Napoli, l’amore e la passione delle persone che ci vivono e quindi restituisce una dignità e umanità che spesso non viene portata alla luce quando si parla di questi territori e di queste realtà folkloristiche.

Amore

Per La Maschera l’amore è la ricerca continua del sentimento più puro. Dichiarandone la difficoltà, Colella stesso afferma che è complicato parlare d’amore ed è per questo che lo fa sempre in modi diversi. Difatti, l’amore viene affrontato con sfumature differenti in tre canzoni: “Chi se vo’ bene”, “A cosa justa” e “Se mai fossi”. Nella prima l’amore è inteso come resistenza il cui ingrediente segreto è la costanza. In “A cosa justa” si parla di un amore finito male, quindi con dolori e ipocrisia annessi. In “se mai fossi” si tratta l’amore in accezione politica perché è la cover di una canzone di Vitorino Solomé, un cantautore che ha parlato molto della rivoluzione portoghese.

In conclusione, è consigliato vivamente l’ascolto del gruppo folk La Maschera per chi volesse approcciarsi al genere folk e volesse immergersi nella realtà di Napoli. L’amore e la resistenza dovrebbero essere le priorità di ognuno di noi e questo La Maschera ce lo fa capire con ogni sua canzone. Con la loro passione e voglia di vivere vi trasmetteranno sicuramente un’amore incondizionato. 

 

Fonte immagine: ufficio stampa

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A proposito di Alessandra Federico

Innamorata dell'amore, dell'arte e della musica folk. La sua passione più grande è guardarsi intorno, meravigliandosi di continuo. Studia inglese e cinese presso l'università l'Orientale di Napoli. Spera vi possano piacere i suoi articoli

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