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Eroica Fenice

mezzanotte di Ghemon

Mezzanotte è il nuovo album di Ghemon

Apparso sulla scena musicale nel 2007 con l’album “La rivincita dei buoni”, dopo dieci anni e una quinta opera prodotta, torna con uno stile del tutto nuovo.

Mezzanotte di Ghemon, un artista in perenne trasformazione

In “Qualcosa è cambiato – qualcosa cambierà” (2012) sfocia un rap stile anni ‘90, la cosiddetta “vecchia scuola”. Con quasi tutti i pezzi scritti da lui, nella citazione della traccia “Fantasmi pt. 2” “siamo testimoni del tempo che cambia e che si trasforma” emerge il tema principale della sua creazione e cioè il cambiamento (come sottolineato anche dal titolo dell’album).

Mezzanotte è un altro discorso: si cambia di nuovo registro

Torna il tema del cambiamento con “Un temporale”, primo singolo estratto. Ghemon qui appare scarno, spogliato di tutto e perso nel suo cambiamento. La musica è più intima, specchio dell’operazione che cerca di compiere: mettersi in discussione, ancora una volta e come sempre.

Mezzanotte è un processo conoscitivo, un’attenta ricerca del proprio Io, un transito di cui ogni brano è impregnato.

In “Magia nera” si assiste a una presa di coscienza: per superare gli ostacoli bisogna fare affidamento principalmente su sé stessi. In “Cose che non ho saputo dire” il dolore è sintomatico della sua presa di coscienza. Nella settima traccia “Non voglio morire qui” si torna a una dimensione intima e, attraverso la canzone d’amore che qui fa un po’ da metafora, esprime la paura e l’incertezza di compiere un passo falso. Dalla nona traccia alla tredicesima si racconta come affrontare un rapporto amoroso: mentre in “A casa da mia” mostra una forte sicurezza di sé, in “Siero buono” mostra tutto l’opposto per poi confluire in “Dentro le pieghe” dove si narra la fine di una storia d’amore.

In sintesi, Mezzanotte è un’opera da scoprire pian piano, da sbucciare per trovare le meravigliose sfumature dell’ artista: Ghemon è capace di non essere solo “personaggio” ma di mostrare la sua umanità. Capace di mostrare le proprie forze e le proprie fragilità, crea, album dopo album, il quadro completo di un artista in ascesa.

Chi è il Ghemon di “Mezzanotte” e chi era quello degli album precedenti?

Come si è svolta la ricerca dei temi presenti nelle tue nuove canzoni?

In alcune tracce si osservano dei riferimenti al mondo orientale, come nell’ultimo brano “Kintsugi”. A cosa sono dovuti?


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