Ogni percorso artistico lascia inevitabilmente qualcosa lungo la strada. In “Odòs“, Lara Letizia raccoglie quelle tracce e le trasforma in un dialogo che supera il semplice rapporto tra padre e figlia. Le canzoni firmate dal padre Umberto Raffaelli (canzoni che abbracciano quasi 60 anni di carriera) non vengono recuperate per mero esercizio estetico e puro scranno nostalgico, ma per dimostrare che la musica continua a vivere ogni volta che trova una voce capace di darle un significato nuovo. Sembra un ascolto che rinnova e non celebra…
| Dettaglio album | Informazione |
|---|---|
| Titolo dell’opera | Odòs |
| Voce e interprete | Lara Letizia |
| Autore dei brani | Umberto Raffaelli |
| Stili musicali esplorati | rock, beat-pop, ballad, jazz, bossa nova |
| Caratteristica del videoclip | generato tramite A.I. |
Indice dei contenuti
L’incontro tra epoche e la contemporaneità vocale
L’aspetto più convincente del disco è proprio questa capacità di tenere insieme epoche differenti senza avvertirne le differenze per quanto, la nostra, poi sfoggia soluzioni di produzione che vogliono richiamare certi manifesti estetici del tempo… e qui si pesca “Io sola sarò”. La scrittura conserva quella data identità, mentre l’interpretazione (che forse si rende appena fragile in più occasioni) ci parla di contemporaneità e tempo nuovo, dove passato e personalità provano ad incrociarsi. Di sicuro è la voce di Lara Letizia il vero ed unico punto di forza di questo disco che dalla sua sfoggia quel bel canto pop leggero italiano che conosciamo benissimo.
Guarda il video ufficiale su YouTube
La miscela sonora e le scelte di produzione
E qui la miscela sfoggia direzioni diverse: rock, beat-pop, ballad acustiche, jazz e accenni di bossa nova parlano e si dipanano senza rincorrere un effetto di sorpresa. Niente di nuovo sotto al sole… e forse è un disco che avrebbe avuto più tempo di cammino e gestazione che non semplici soluzioni forse spesso troppo lasciate allo stadio primigenio di lavorazione. Ovviamente ci si sofferma sul singolo che apre il disco e sul video, mera A.I. proprio a bandiera del tempo nuovo. E sono quelle frequenze “fastidiose” della sua voce che rendono l’ascolto affascinante… non si può passare oltre e proprio per questo, “Odòs”, avrebbe meritato un lavoro artigiano di maggior cura. A voi la palla…

