Simona Molinari, intervista alla cantautrice e musicista jazz

simona molinari

Maldamore è il singolo che anticipa il nuovo album di Simona Molinari, un progetto di inediti che presto vedrà luce. La cantante, napoletana di nascita, aquilana di adozione, questa volta canta tutto quello che viene racchiuso sotto la denominazione “amore”, ma che in verità amore non è. Da qui il titolo Maldamore, un singolo registrato a Roma presso l’Isola degli Artisti, con le sessioni della Big band e il missaggio effettuati a New Orleans.

È un brano scritto a quattro mani dalla stessa Simona e da Amara, cantautrice toscana, appartenente alla stessa casa discografica della Molinari.
L’esperimento coinvolgente di Simona Molinari consente di credere ancora che una musica sperimentale che combini il pop al jazz possa esistere, e soprattutto possa essere fruibile ad un vasto pubblico. Infatti grazie al sound ritmato e alla voce elegante dell’artista, un genere musicale ormai caduto in disuso nelle playlist, come il jazz o lo swing, riprende forza e vigore.

Ecco l’intervista a Simona Molinari:

A Marzo è uscito Maldamore, una canzone dal tono divertente piena di riferimenti sia alla quotidianità di tale sentimento, sia riferimenti in termini artistici. Come è nata l’idea di inserire stralci di brani appartenenti al cantautorato italiano come Gianna o Anna e Marco di Dalla?

In realtà mi piaceva inserire una serie di citazioni, riprendendo gli innamorati della storia della canzone, proprio per far capire come tutti erano malati d’amore, o meglio quello che amore non è.
Il brano è stato scritto con Amara, siamo amiche da una vita. Ci siamo conosciute durante il concorso del primo sanremo a cui ho partecipato; è un’ amicizia durata nel tempo, poi consolidata anche dal fatto che Carlo Varello è produttore di entrambe. Avevamo da tempo la volontà di scrivere insieme, questa è stata un’opportunità, che ci ha permesso di coniugare amicizia e professione.

Immagino che questo primo singolo preluda un album nuovo. Quali saranno le novità di questo disco? Ci saranno collaborazioni?

In questo momento sono alle prese con un film, la mia prima volta da attrice. Per questo motivo non si hanno date certe in merito all’uscita del disco. Non posso dire molto, se non che si ritorna agli inediti, con collaborazioni ed il mio mix di pop e jazz.

Il jazz è un elemento imprescindibile, se si guarda alla tua carriera musicale. Ad oggi questo genere è definito di nicchia perchè ascoltato da pochi ed è necessario convertirlo in altre forme. Il tuo stile è possibile descriverlo come un ottimo connubio tra quello che è il pop, lo swing ed il jazz. Come hai lavorato per creare uno stile in cui ti identifichi e gli altri ti riconoscano?

Nella prima parte della mia vita, credo di aver ascoltato molto. Sono stata a tanti concerti dal vivo e da ogni ascolto ho preso una caratteristica che mi piaceva. Un po’ come con le ricette in cucina, tanti ingredienti per creare una ricetta perfetta. Tanti spunti per creare una mia cifra stilistica.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?

Quando ero piccolina volevo fare la cantante, a vent’anni ho iniziato a scrivere la mia musica. Ho sentito l’esigenza di comunicare a mio modo e di avere un mio pubblico. E’ bello creare un legame con chi ti ascolta, senza scendere a compromessi, ma portando la propria idea di musica avanti. In fondo la vita è una, bisogna investire le proprie ore in qualcosa che renda felice: quello che arriva, arriva. E quando qualcosa la fai con passione, ritorna sempre qualcosa di buono.

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A proposito di Alessandra Nazzaro

Nata e cresciuta a Napoli, classe 1996, sotto il segno dei Gemelli. Cantautrice, in arte Lena A., appassionata di musica, cinema e teatro. Studia Filologia Moderna all'Università Federico II di Napoli.

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