Il 24 luglio esce per Piuma Dischi, etichetta attiva nella produzione musicale indipendente, il nuovo singolo di Fremir “Spazio vitale”, un brano che parla di distanza, riavvicinamento e fiducia: un’esplorazione dei legami profondi, in cui la mancanza non è assenza, ma uno spazio sacro dove conoscere prima se stessi, per poi ritrovarsi con l’altro nel contesto del cantautorato italiano contemporaneo. Il sound di questo brano si distacca notevolmente dalle precedenti produzioni – l’album Stoccolma (2024), i singoli “Tre anni in meno” (2025) ed “Ematoma” (2026) – abbracciando una dimensione più sperimentale. La cantautrice appoggia la chitarra al chiodo (per un attimo) e gioca con i sintetizzatori portando allo scoperto i suoi ascolti elettronici (Apparat, Aphex Twin, Meg, Tycho, ecc.), un mondo sonoro a cui non aveva ancora attinto. Con il prezioso contributo di heysimo (Simone Sproccati) alla produzione, l’intimità della scrittura si intreccia con synth e atmosfere sospese che accompagnano un racconto di radici, libertà e ritorni. Ecco Spazio Vitale di Fremir, una nuova perla della musica indie italiana.
| Artista | Titolo Singolo | Data di Uscita | Etichetta / Produzione |
|---|---|---|---|
| Fremir (Francesca Salzano) | Spazio Vitale | 24 luglio 2026 | Piuma Dischi / prod. heysimo |
Indice dei contenuti

Chi è Fremir: la persona dietro l’artista di Spazio Vitale
Fremir, nome d’arte di Francesca Salzano, è una cantautrice che intreccia testi intimi e viscerali ad arpeggi di chitarra irrequieti. Linguista di formazione, originaria della provincia di Napoli, ha abitato diverse città prima di stabilirsi a Milano, dove attualmente vive, traduce e porta avanti il suo progetto musicale inserendosi a pieno titolo nel panorama musicale emergente. Il primo album, Stoccolma, pubblicato nel novembre 2024, è un percorso a tappe che analizza l’universo dei rapporti umani attraverso “attaccamenti, sindromi e sintomi”, per esplorare possibili guarigioni. Nel 2024 è finalista alla XX edizione del Premio Bianca d’Aponte, dal 2025 si esibisce occasionalmente con il collettivo Canta Fino a Dieci. Nel 2026 partecipa alle Audizioni Live Musicultura ed è finalista della XVII edizione di Music for Change. Attualmente è al lavoro su un nuovo EP, in uscita per l’etichetta indipendente Piuma Dischi, da cui è stato estratto il primo singolo Ematoma a marzo 2026. È in uscita il 24 luglio 2026 il secondo singolo “Spazio vitale”.
Ecco l’intervista a Fremir
In “Spazio vitale” la distanza non viene raccontata come una frattura, ma come una possibilità di crescita. È una consapevolezza maturata nel tempo o è qualcosa che hai scoperto scrivendo questa canzone?
È decisamente una consapevolezza che ho maturato nel tempo, attraverso le distanze geografiche che le mie scelte di vita hanno implicato. Ho imparato ben presto a vivere lontana dalla mia famiglia, dalle mie amicizie più intime e, molto spesso, anche dalle relazioni. In questi “spazi” ho conosciuto la solitudine, ma ho anche imparato a mescolarmi subito con nuovi elementi, e riscoprirmi al di là di una forma che molto spesso ci viene imposta dall’esterno, da cui è molto più facile liberarsi se ci troviamo lontano dagli sguardi che ci hanno cresciuto.
Chi ti segue è abituato a una scrittura molto legata alla chitarra. In questo brano, invece, scegli sintetizzatori e atmosfere elettroniche. È stata un’esigenza narrativa o il segnale di una nuova direzione artistica?
In questo brano, come io stessa dicevo in descrizione, ho “appeso la chitarra al chiodo” per due minuti, per poi riprenderla subito (torna subito presente negli arpeggi dell’ultima strofa). Direi che è stata un’esigenza narrativa perché il testo mi trascinava automaticamente in atmosfere più eteree: anche i suoni possono dare un’idea di spazio e distanza. Non direi che si tratta di una nuova direzione artistica: so appoggiare le mie parole su sei corde, questo approccio può essere camuffabile a tratti, ma non rimpiazzabile in maniera definitiva.
Sei linguista di formazione e le parole sembrano avere un peso particolare nella tua scrittura. Quanto il tuo rapporto con il linguaggio influenza il modo in cui racconti le emozioni nelle tue canzoni?
Direi totalmente. Con le parole ci mangio, ne sono così succube che a volte ho bisogno di distaccarmene. Hai presente come Michelangelo diceva di dover trovare una figura nel marmo semplicemente togliendo il materiale superfluo? Non volendomi minimamente paragonare a Michelangelo, per me funziona un po’ così: le parole sono un enorme blocco di simboli in cui districarmi, togliendo quelle superflue, riesco a trovare le immagini che cerco.
Hai vissuto in città diverse prima di fermarti a Milano. Nel tuo percorso personale e artistico cosa significa oggi avere delle radici? Sono un luogo da cui partire o uno a cui tornare?
Avere delle radici per me oggi ha una definizione un po’ personale, nel mio caso significa essere una pianta trapiantabile. Dopo un bel po’ di girovagare, posso dire che una buona parte di radici risiede ancora alle pendici del Vesuvio, dove abitano le persone a me più care e dove abita una parte di me piccola, che volentieri torno a trovare. Ho delle radici anche a Milano, la città dove “sono durata” più a lungo tra le varie in cui mi sono spostata dopo Napoli. Mi sento a casa, in modi diversi, in entrambi i luoghi, e quindi sono sia punto di partenza che punto di arrivo. Un’ambivalenza che non fa più male.
Sempre più artiste stanno conquistando spazi di libertà creativa e decisionale, diventando produttrici, autrici e imprenditrici della propria musica. Da cantautrice, percepisci questo cambiamento anche nella scena italiana o noti ancora una differenza rispetto a quella internazionale? Ci sono artiste che senti particolarmente vicine al tuo modo di intendere la musica e che, in qualche modo, ti hanno ispirata?
Sicuramente noto un cambiamento che sta prendendo molto piede, soprattutto nel mondo cantautorale, dove stanno nascendo molti collettivi con l’idea di dar spazio alle artiste, creando consapevolezza sul tema reale del gender gap. Purtroppo percepisco ancora una grave assenza di riferimenti in ambiti più tecnici come la produzione, il sound design e la direzione artistica, per citare solo alcuni esempi.
Senza citare artiste già riconosciute che spesso mi vengono indicate come riferimenti dalla critica, vorrei menzionare una delle mie più grandi ispirazioni su questo tema: il collettivo Canta Fino a Dieci. Ho sempre ammirato questa realtà, ancora prima di conoscere personalmente le artiste straordinarie che l’hanno fondata; successivamente ho avuto la grande fortuna di farne parte e di condividere con loro il palco. Credo che sia anche grazie alla loro visione se, sulla loro scia, sono nate e stanno nascendo tante altre realtà virtuose con missioni che vanno anche a integrare la loro.
Per chi volesse ascoltare il nuovo singolo “Spazio Vitale” di Fremir tramite distribuzione digitale può farlo qui.
Fonte foto in evidenza: profilo Instagram di Fremir.

