Tendenze musicali indie: dal dream pop al chillwave

Tendenze musicali indie: dal dream pop al chillwave

La musica indie, abbreviazione di “independent”, nasce tra gli anni ’80 e ’90 per descrivere la produzione di gruppi musicali al di fuori del controllo delle grandi etichette discografiche (majors). Oggi, il termine non indica solo un modello produttivo, ma anche un’estetica precisa, caratterizzata dalla sperimentazione sonora, da un approccio autentico e da una distanza dal pop mainstream. Questa attitudine ha dato vita a innumerevoli sottogeneri, o tendenze musicali indie, che hanno arricchito il panorama musicale. Analizziamone alcuni.

Guida rapida alle tendenze musicali indie

Sottogenere Caratteristiche e mood Artisti di riferimento
Neofolk Acustico, pagano, esoterico. Uso di strumenti tradizionali europei. Skáld, Omnia, Heilung
Slowcore (o sadcore) Lento, minimale, malinconico. Testi introspettivi e atmosfere rarefatte. Low, Galaxie 500, Cigarettes After Sex
Dream pop Etereo, onirico, atmosferico. Voci riverberate e melodie sognanti. Cocteau Twins, Beach House, L’Officina della Camomilla
Chillwave Nostalgico, lo-fi, elettronico. Suoni vintage anni ’80 e campionamenti. Washed Out, Neon Indian, Panda Bear
Coldwave Freddo, distaccato, minimale. Uso di sintetizzatori e drum machine. Trisomie 21, Lebanon Hanover, Molčat Doma

Approfondimento sulle 5 principali tendenze musicali indie

1. Neofolk
Nato alla fine degli anni ’80, il neofolk è una forma di musica acustica che mescola la tradizione folk con temi pagani, esoterici e storici, principalmente di matrice europea. Molte band del genere utilizzano strumenti antichi come la ghironda o il liuto. Tra i gruppi contemporanei più noti ci sono gli Skáld, che si ispirano alla mitologia nordica, e gli Omnia, focalizzati sulla cultura celtica.

2. Slowcore
Derivato dall’indie rock, lo slowcore (o sadcore) emerge negli USA alla fine degli anni ’80 come reazione all’hardcore punk. Come suggerisce il nome, è caratterizzato da tempi lenti, arrangiamenti minimali e testi malinconici. La sua estetica, come descritta da portali di riferimento come Ondarock, crea un’atmosfera intima e depressa. Pionieri del genere sono stati i Galaxie 500, mentre tra i gruppi più iconici figurano i Low e, più recentemente, i Cigarettes After Sex.

3. Dream pop
Sottogenere dell’alternative rock nato nel Regno Unito negli anni ’80 grazie a etichette seminali come la 4AD. Il dream pop si distingue per le sue atmosfere eteree e oniriche, ottenute con chitarre riverberate, voci sussurrate ed effetti come l’eco. L’obiettivo è creare un sound che scavi nell’inconscio dell’ascoltatore, come in un sogno. I Cocteau Twins sono considerati i capostipiti, mentre i Velvet Underground ne anticiparono alcune sonorità. In Italia, questa tendenza ha influenzato artisti come L’Officina della Camomilla.

4. Chillwave
Nato alla fine degli anni 2000, in piena era di Internet, il chillwave (o glo-fi) unisce un’estetica lo-fi con sonorità elettroniche ispirate alle melodie degli anni ’80. È un genere caratterizzato da un forte senso di nostalgia ed escapismo, spesso ottenuto attraverso l’uso di sintetizzatori vintage e sampling (il riutilizzo di parti di altre canzoni). Artisti chiave di questa corrente sono Washed Out, Neon Indian e Panda Bear.

5. Coldwave
Nato in Europa (Francia e Belgio) alla fine degli anni ’70, il coldwave è un sottogenere del post-punk caratterizzato da un suono freddo, distaccato e minimale. Fa ampio uso di sintetizzatori e drum machine, con melodie malinconiche e testi spesso cupi. Spesso confuso con la minimal wave, il coldwave ha un’impronta più rock e meno puramente elettronica. Tra i gruppi più rappresentativi ci sono i francesi Trisomie 21, i tedeschi Lebanon Hanover e i bielorussi Molčat Doma, che hanno riportato il genere alla popolarità negli ultimi anni.

Fonte immagine in evidenza: Pixabay

Articolo aggiornato il: 27/09/2025

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