Il 16 giugno 2026, l’album Impermanenza dei Varanasi è uscito su tutte le piattaforme streaming digitale e cd, pubblicato da Overdub Recordings. L’album è stato anticipato dal brano ‘‘Per sempre’’.
Il concept dell’album parte dall’antica idea buddhista dell’Impermanenza, un mutamento incessante che attraversa ogni esistenza. Oltre ad essere affiancata dalle parole di Yukio Mishima, che descriveva la realtà come fragile e provvisoria, destinata a dissolversi in un attimo.
| Dettaglio pubblicazione | Informazioni sull’album |
|---|---|
| Band | Varanasi (ex Japan Suicide) |
| Titolo album | Impermanenza |
| Data di uscita | 16 giugno 2026 |
| Etichetta discografica | Overdub Recordings |
| Singolo di lancio | Per sempre |
Indice dei contenuti
Breve biografia della band
I Varanasi sono nati nel 2019, in seguito alla decisione della band di concludere il proprio sodalizio come Japan Suicide, dopo dieci anni di attività e quattro LP pubblicati.

‘‘IMPERMANENZA’’ Tracklist
L’album Impermanenza è costituito da dieci brani in tutto, con sound e tematiche diverse tra loro, ma legate sempre al concept principale.
- Impermanenza
- L’effetto che fa
- La tentazione di esistere
- Per sempre
- L’assedio
- Gli esordi
- La decomposizione dell’anima
- Canto di quiete e di tempesta
- Solaris
- Ragazzo in fiamme
Intervista
Per consolidare l’uscita di questo nuovo album e comprendere al meglio il concept e le dinamiche della band, abbiamo avuto l’occasione di poter intervistare i Varanasi direttamente.
Il vostro nuovo album parte dall’antica idea buddhista dell’Impermanenza. Da dove è nata l’idea di usare proprio questo concept per il vostro album?
Avevamo già pensato che la traccia stessa che dà il titolo all’album sarebbe stata quella di apertura, e che avrebbe dato il tono sonoro all’album, per cui ci è sembrato che anche come concept potesse essere affascinante.
C’è un brano del vostro nuovo album a cui siete particolarmente legati?
La decomposizione dell’anima è uno di questi. È un po’ il brano gemello del singolo ‘La tentazione di esistere’, a livello simbolico. Non lo abbiamo scelto come singolo perché forse ha una bellezza più nascosta, però pensiamo che possa essere un brano toccante e significativo.
La traccia Solaris è un omaggio sonoro che si ispira all’universo tratto dall’omonimo romanzo di Stanislaw Lem e della conseguente trasposizione cinematografica del 1972 di Tarkovskij. Ci sono altre pellicole cinematografiche o romanzi a cui vi siete ispirati nel corso della vostra carriera?
Sì, diverse opere: da Santa Sangre di Jodorowsky che ha ispirato un album del nostro passato progetto Japan Suicide, fino a canzoni più recenti del nostro scorso album, come i film Rosemary’s Baby e Hiroshima mon amour. Per i romanzi possiamo citare la nostra canzone Lucy, nella quale compare il personaggio di Molly Bloom, da l’Ulisse di Joyce.
Nella traccia Ragazzo in fiamme, fate una sorta di elegia alla figura di Stephen Crane, scrittore e reporter di guerra morto prematuramente. Perché avete scelto proprio lui da rappresentare con questa canzone?
È stata una coincidenza: nella versione iniziale del brano l’arrangiamento era quasi senza elettronica e c’era una batteria stile marcia militare, che ha portato alla biografia di Crane scritta da Paul Auster. La figura di Crane si sposava bene con il tema del racconto della guerra contenuto nel nostro album e con lo stile intimo che abbiamo scelto poi per l’arrangiamento finale del brano.
Siete in cinque nella band. Vi risulta complicato mettervi d’accordo su come, ad esempio, eseguire una traccia, o modificare una parte di essa?
In generale no. Forse la questione sulla quale possiamo avere più dubbi o divergenze riguarda l’uso degli elementi, nei casi in cui ci può essere una maggiore tentazione o attitudine ad aggiungere delle parti in alcuni, o a mantenere un certo minimalismo di fondo in altri.
Fonte immagini: (ufficio stampa)

