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Eroica Fenice

Lanificio 25

Il venerdì funky del Lanificio 25

Napoli non è mai stata così funky. Dopo il successo di sabato 16 gennaio allo Zero81, che ha visto la partecipazione straordinaria di Daniele Sepe, torna il funk dei The Funkin’ Machine che, venerdì 22 gennaio, hanno bissato con un live non da meno al Lanificio 25. Stavolta però non sono stati “semplicemente” i The Funkin’ Machine: è bene chiamarli i The Super Mega Funkin’ Machine. Sì, perché il progetto che nasce dalle menti di Paolo Petrella, Roberto Porzio e Andrea de Fazio prevede l’inserimento di nuovi componenti durante ogni live, per una line up sempre diversa: venerdì sera, infatti, sul palco dell’associazione culturale di Porta Capuana, erano in dodici, e ognuno di loro cantava, pezzo dopo pezzo, oltre a suonare il proprio strumento.

Un venerdì funky negli anni ‘70 al Lanificio 25

Ormai il Lanificio 25 è una vera e propria garanzia, aprendo le proprie porte a gruppi di tutta Italia, e soprattutto dando un meritato spazio a svariati dei tantissimi nomi che costellano il panorama musicale partenopeo. La serata di venerdì si è aperta con una rielaborazione di “Also sprach Zarathustra” del compositore brasiliano Eumir Deodato che ha fatto avvicinare i più timidi ad una sala già piena. Restando fedeli ai propri pilasti ispiratori, tra cui Sly and the Family Stone e Parliament Funkadelic, i The Super Mega Funkin’ Machine hanno proseguito per un paio d’ore all’insegna del vero funk, facendo ballare tutti su pezzi che riproponevano, tra i tanti, le note di Herbie Hancock e della sua “Hang up your hang ups” direttamente dal 1975, o anche di “You can have watergate” degli stessi anni e firmata da The J.B.’s.
A Porta Capuana ancora riecheggiano le note di un funky che ci ha ricondotti direttamente alle atmosfere dell’America degli anni ’70, attraverso un revival di tutto rispetto completo di sudore, energia e seduzione, ma soprattutto di sano, sanissimo divertimento. Musica davvero completa di tutto, estesa a sonorità ricercate tra le risate e la partecipazione di un pubblico instancabile.

I The Funkin’ Machine ( in questo caso Super Mega) sono irresistibili e, come recita la loro pagina, “Diciamocelo chiaramente, c’era bisogno di una band che facesse del buon vecchio sporco funk”.