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Eroica Fenice

Ercolano: (nuovo?) museo archeologico

Ercolano ospiterà un nuovo museo archeologico, progettato dall’architetto genovese Renzo Piano e finanziato dal magnate americano David W. Packard – figlio di uno dei fondatori di Hewlett-Packard ed ex professore di latino e greco -, che, dal 2001, ha investito circa 16 milioni di euro nell’ Herculaneum Conservation Project.

Il museo archeologico ercolanese fu uno dei primi progetti di Packard, presidente del Packard Humanities Institute, che ha sede a Los Altos, in California. Tale fondazione, esattamente un anno fa, stipulò, con il Ministero dei Beni Culturali, un accordo, che prevedeva l’ampliamento del parco archeologico ed il miglioramento dei confini tra città e sito.

Il museo dovrebbe sorgere a ridosso degli scavi e, più precisamente, alle spalle del “Padiglione della barca” di Ercolano (barca che, probabilmente, verrà rimossa). Stando alle prime indiscrezioni trapelate, il museo sarebbe stato progettato per avere un ridotto impatto ambientale: il museo archeologico, infatti, sarà seminterrato – per evitare che la sua struttura comprometta il suggestivo paesaggio ercolanese – ed il tetto, molto probabilmente, quasi con scopo “mimetico”, sarà ricoperto dalla vegetazione.

Il museo archeologico di Ercolano ospiterà diverse tipologie di reperti, fra i quali anche mobili ed elementi d’arredo in legno. (Ad Ercolano, infatti, a differenza di quanto è accaduto a Pompei, si sono conservati anche i materiali organici, come resti di cibi – depositati sul fondo delle anfore – infissi, mobili ed una barca in legno, ceste.) Saranno esposti anche i gioielli d’oro, rinvenuti – tra il 1980 ed il 1984 – insieme agli scheletri di 300 ercolanesi, che cercarono rifugio presso le Terme Suburbane. Infine, saranno ospitati anche i reperti, rinvenuti grazie agli scavi, condotti – nell’ultimo decennio – dagli archeologi Maria Paola Guidobaldi e Domenico Camardo.

Packard vorrebbe che il museo archeologico di Ercolano ospitasse anche affreschi e statue, attualmente “confinati” al MANN (Museo Archeologico Nazionale Napoli).

Ma, se, da un lato, c’è chi osanna la generosità di Packard e celebra la costruzione del museo archeologico, dall’altro c’è la flebile voce di chi ricorda che Ercolano possiede già un museo archeologico!

Questo Antiquarium, progettato, nel 1968, da Giovanni Sorini, Guido Barbati e Giulio De Luca, fu abbandonato nel 1971. Questo “museo mancato” fu anche oggetto di una lunga indagine giornalistica di Diego Lama. Ciononostante, ci si dimenticò completamente dell’Antiquarium, che, ora, verrà espropriato delle collezioni presenti nei suoi depositi, per “rifornire” il museo finanziato da Packard.

La costruzione del (nuovo!) museo archeologico di Ercolano può configurarsi come una meritoria attività di rilancio culturale del sito ercolanese oppure non si tratta d’altro che di speculazione (alias manovra di marketing, con annesso ritorno di immagine)?

Ai lettori l’ardua sentenza!

Ercolano: (nuovo?) museo archeologico

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