Presentato come il primo musical interattivo al mondo, in CHOOSE il pubblico smette di essere un semplice spettatore. Il progetto ideato da Dirce Stocchetti insieme a Yes Us Interaction porta sul palco un musical di teatro interattivo in cui alcune delle decisioni più importanti vengono affidate direttamente alla platea.
A teatro si è abituati a seguire una storia già scritta: ci si accomoda in sala, si spengono le luci e ci si gode lo spettacolo dal vivo. Con CHOOSE, invece, le cose cambiano. Alcuni snodi della narrazione vengono affidati al pubblico, chiamato a prendere decisioni che possono modificare il corso dello stesso spettacolo attraverso dinamiche di gamification teatrale. È questa l’idea alla base del progetto presentato il 29 luglio a Villa Domi, con il patrocinio del Comune di Napoli. Un musical sperimentale nell’ambito della produzione teatrale contemporanea che mette insieme teatro, musica, danza e tecnologia per costruire un’esperienza partecipativa, in cui il confine tra palco e platea diventa molto più sottile.
| Titolo Spettacolo | Direzione Artistica | Sviluppo Tecnologico | Regia | Caratteristica Chiave |
|---|---|---|---|---|
| CHOOSE | Dirce Stocchetti | Yes Us Interaction | Antonio Centomani e Massimiliano Farace | Musical Interattivo a scelte multiple |
Indice dei contenuti
Un progetto nato dalla collaborazione tra artisti e tecnologia

CHOOSE nasce da un’idea di Dirce Stocchetti, direttrice artistica del progetto, sviluppata insieme ai fondatori di Yes Us Interaction, il regista Rai Antonio Centomani e il regista teatrale Massimiliano Farace, che curano rispettivamente la regia televisiva e quella teatrale e interattiva delle arti sceniche.
Prima del debutto, il cast ha affrontato dieci giorni di prove in un workshop dedicato alla preparazione dello spettacolo. Sul palco si alternano artisti emergenti e professionisti, tra cui Giulia Cocozza e il rapper Luca Blindo, con la partecipazione degli ospiti Pietro Autiero, Joia B ed Enzo D’Anna.
La speranza come scelta
Lo spettacolo è ambientato in un futuro dispotico, neanche troppo irrealistico, in cui l’Europa è sprofondata in un nuovo conflitto mondiale e l’economia italiana è ormai diventata un’economia di guerra. La narrazione segue due scenari paralleli: da una parte la quotidianità di una famiglia composta da madre, padre e una bambina, dall’altra l’avanzata dell’esercito guidato da un generale privo di qualsiasi scrupolo.
La cosa che colpisce maggiormente è il modo in cui cambia il linguaggio dello spettacolo a seconda di ciò che accade sul palco. Quando la scena è affidata alla famiglia, tutto rallenta: le luci si fanno più morbide, la danza diventa elegante e delicata e si respira un’atmosfera quasi sospesa, fatta di piccoli gesti e momenti di sincero affetto nelle arti performative. È come se, per qualche istante, il mondo esterno smettesse di esistere. Il passaggio alle scene di guerra, invece, è netto. Prima ancora della musica arriva il rumore, improvviso e assordante, che investe anche il pubblico e lo trascina dentro il conflitto. Le coreografie cambiano completamente: i movimenti diventano rigidi e ripetitivi, mentre le musiche assumono il ritmo e la solennità di una marcia militare. È proprio questo continuo alternarsi tra intimità e violenza a dare forza alla narrazione, rendendo ancora più evidente quanto la guerra riesca a spezzare anche la normalità più semplice.
Ed è proprio in questo contesto che entra in gioco l’interattività. Lo spettatore può essere chiamato sul palco oppure trovarsi davanti a scelte morali che modificano il corso della storia. Non si tratta di un semplice espediente scenico, ma di un meccanismo che rende il pubblico parte integrante dello spettacolo, trasformandolo da osservatore a protagonista. È un tipo di coinvolgimento che normalmente appartiene a medium fortemente interattivi come i videogiochi.
È qui che il titolo CHOOSE acquista il suo significato più profondo. Le decisioni richieste al pubblico non servono soltanto a cambiare il corso della narrazione, ma diventano un invito a riflettere sul valore delle proprie scelte. In una storia dominata dalla guerra e dalla paura, la speranza – Hope, come il brano che accompagna lo spettacolo – non è un messaggio imposto dagli autori, ma una possibilità che ogni personaggio, e in parte anche ogni spettatore, è chiamato a scegliere.
Il progetto continuerà anche online attraverso l’iniziativa #CantaLaTuaHope, che raccoglierà sul canale YouTube ufficiale le interpretazioni della canzone inviate dal pubblico.
Una storia che cambia a ogni replica
La vera particolarità di CHOOSE è il modo in cui coinvolge il pubblico. Attraverso un’applicazione per smartphone sviluppata da Yes Us Interaction, gli spettatori possono votare in alcuni momenti dello spettacolo e influenzare lo sviluppo della storia. Le loro decisioni modificano il percorso dei personaggi, facendo sì che ogni replica possa prendere una direzione diversa.
Durante l’anteprima è stato possibile vedere come questo sistema si integri con naturalezza nella messa in scena. Le votazioni vengono elaborate in tempo reale, le luci si spostano anche sulla platea e, per qualche istante, il confine tra palco e pubblico sembra dissolversi. Chi assiste allo spettacolo non si limita più a osservare: diventa parte dell’esperienza e, se ha dato il consenso al momento della registrazione sull’app, può anche essere sorteggiato per salire sul palco e partecipare ad alcune scene. Quando le luci si accendono sul pubblico, la sensazione è quella di essere improvvisamente entrati nello spettacolo. Anche chi non viene chiamato sul palco smette per un momento di sentirsi un semplice osservatore.
L’anteprima presentata alla stampa è durata circa 45 minuti e ha offerto una prima dimostrazione delle potenzialità del progetto. La versione completa, prevista con una durata di circa due ore e mezza, amplierà ulteriormente la componente interattiva dello spettacolo.
Un musical sperimentale in divenire
L’obiettivo degli organizzatori non si ferma al debutto napoletano.
CHOOSE arriverà anche nelle scuole, nei teatri e nei palazzetti dello sport, raggiungendo soprattutto il pubblico più giovane attraverso un linguaggio che unisce teatro, musica e tecnologia. Il coinvolgimento del pubblico, in questo caso, non rappresenta soltanto un elemento spettacolare, ma uno strumento per stimolare la partecipazione e la riflessione sui temi trattati, invitando gli spettatori a confrontarsi in prima persona con le scelte, e le loro conseguenze, proposte dalla storia.
L’anteprima ha mostrato un progetto ancora agli inizi, definito dalla stessa Dirce Stocchetti sperimentale. L’idea di affidare parte della narrazione al pubblico rappresenta una sfida ambiziosa per il teatro musicale contemporaneo. Resta da vedere come questa formula si svilupperà nella versione completa dello spettacolo, ma le premesse lasciano intravedere un esperimento capace di distinguersi nel panorama italiano.
Fonte immagine: Maurek Poggiante
Ufficio Stampa: Maria Carla Palermo e Veronica Caprio

