Home | Napoli e dintorni | Eventi a Napoli e in Campania | Kenon Caffè, il modello da seguire per qualità e metodo

Kenon Caffè, il modello da seguire per qualità e metodo

Controllo completo della filiera e valorizzazione delle singole origini. Kenon Caffè rappresenta un modello da seguire per tutto il settore e racconta una storia fatta di tradizione familiare, competenza artigianale e visione imprenditoriale. Le origini dell’azienda risalgono alla Napoli di fine Ottocento. Oggi come allora Kenon riesce a coniugare alla perfezione qualità, innovazione e rispetto per la materia prima. In una delle tappe del Press Tour “Alla scoperta delle meraviglie del Golfo”, a cura di Carbot Communication, che ci ha visti partecipi dal 16 al 18 giugno, abbiamo avuto la possibilità di vedere da vicino questa preziosa realtà. Ad accompagnarci Guglielmo Würzburger, uno dei due titolari dell’azienda.

Caratteristica Dettaglio Kenon Caffè
Anno di fondazione 1892 (primo bar a Napoli aperto da Giulio Würzburger)
Creazione marchio Kenon 1986 (da Vittorio Würzburger)
Guida attuale dell’azienda Giovanni e Guglielmo Würzburger
Provenienza delle materie prime Brasile e Centro America
Metodo di tostatura Tostatura separata per singola origine con temperature da 210°C a 218°C

Kenon Caffè, tra storia e innovazione tecnologica

Visita guidata presso la fabbrica di Kenon Caffè
Immagine della visita guidata del Press Tour presso la fabbrica di Kenon Caffè – Archivio personale

L’azienda campana affonda le sue radici nel 1892, quando a Napoli Giulio Würzburger fondò il primo bar di famiglia, dando vita a una tradizione ultrasecolare. Da allora, la passione per il caffè a Napoli e la maestria nella tostatura si sono tramandate di generazione in generazione, accompagnando l’evoluzione dell’azienda fino alla nascita del marchio Kenon nel 1986, creato da Vittorio Würzburger. Oggi rappresenta una realtà consolidata a livello nazionale e internazionale, con una presenza in thousands di bar e una significativa capacità produttiva, pur mantenendo saldo il legame con le proprie origini. Alla base della filosofia Kenon vi è una costante ricerca della qualità, che si traduce nella selezione delle migliori varietà di caffè e nell’attenzione scrupolosa a ogni fase della lavorazione. Dalla scelta delle materie prime, provenienti principalmente da piantagioni brasiliane e del Centro America con cui l’azienda intrattiene rapporti storici, fino alle verifiche dirette in laboratorio, dalla tostatura al confezionamento, ogni passaggio è studiato per preservare e valorizzare aroma, gusto e fragranza.

Alla guida dell’azienda vi sono oggi i figli di Vittorio, Giovanni e Guglielmo i quali, coadiuvati dai rispettivi figli, lavorano quotidianamente per tenere alta l’asticella di questa realtà e spingerla al continuo miglioramento.

Il metodo Kenon, la ricerca della perfezione

Fabbrica di Kenon Caffè
Kenon Caffè – immagine fornita da ufficio stampa

In questo contesto si inserisce un modello produttivo distintivo, fondato sul controllo completo della filiera e sulla valorizzazione delle singole origini. Dalla selezione delle materie prime passando per la tostatura su misura, fino alla costruzione delle miscele. Per Kenon il caffè non è un prodotto standard, ma un insieme di identità da esaltare singolarmente, in un’ottica etica e sostenibile. L’azienda campana si distingue, infatti, nel panorama della torrefazione italiana per un approccio che integra tradizione familiare, tecnologia e una gestione estremamente accurata di ogni fase di lavorazione.

Ad accompagnarci durante la visita alla fabbrica di Kenon Caffè è stato proprio Guglielmo Würzburger, il quale ha approfondito le peculiarità del metodo Kenon: “noi abbiamo un metodo ben preciso per tutte le fasi, che riguarda momento di acquisto, lavorazione, tostatura ma anche formazione del personale. Andiamo appositamente a formare i baristi dei nostri clienti per servire un ottimo prodotto. Per avere un caffè da 10/10 serve perfezionare ogni singola fase di produzione. Ovviamente poi tutto dipende dalle materie prime. Acquistare una materia prima di qualità, ancor prima di trattare il prodotto, è fondamentale. Se tu non parti da lì non potrai mai arrivare a raggiungere l’eccellenza”.

 

L’attenzione alla tostatura di Kenon Caffè

Fase di tostatura del caffè Kenon
Fase di tostatura del caffè – fornita da ufficio stampa

Successivamente Guglielmo ci ha raccontato alcuni aspetti di importanza cruciale relativi al processo di tostatura: “ogni prodotto ha la sua curva di tostatura, ci sono varie temperature che sono tutte diverse l’una dall’altra. Il prodotto appena raccolto è più umido e va lavorato in un modo, uno del vecchio raccolto è più secco e va lavorato diversamente. Il Caffè in robusta è diverso dal Centroamerica. Si tratta di prodotti estranei l’uno diverso all’altro”.

In tal senso un aspetto importante nella catena di montaggio riguarda la collocazione della tostatura. Infatti, la grande maggioranza delle aziende del settore tende a tostare il caffè già miscelato, ignorando le temperature differenti richieste dal singolo chicco. Diverso è quanto avviene nella torrefazione di Kenon: “bisogna applicare il giusto grado di tostatura, cioè la temperatura in cui il chicco di caffè ha finito di tostare e va a raffreddarsi. Alcuni tipi di prodotto hanno un grado di tostatura pari a 210°, altri di 213/214, altri ancora possono raggiungere i 218°. Se tu riesci a fare tutto in maniera separata ognuno mantiene il suo grado di tostatura ma se vai a lavorarli tutti insieme fai una media e non riesci a sfruttare il chicco al massimo. Noi abbiamo delle sonde che regolano il decimo di grado, 210.2, alcuni a 210.4, ecc. quindi per noi pensare di lavorare il caffè ad una gradazione molto più alta è pura follia”.

Immagine di copertina: archivio personale

Altri articoli da non perdere
Museo Archeologico Virtuale: scoprire Ercolano e Pompei
museo archeologico virtuale

Il MAV, Museo Archeologico Virtuale, situato a Ercolano (precisamente, a pochi passi dagli scavi archeologici di Ercolano, vicinissimo alla stazione Scopri di più

Enrico Russo in mostra: Visioni d’Arte
Enrico Russo

Enrico Russo è un artista di navigata esperienza che, con una pennellata fresca e di getto, un continuo gioco di Scopri di più

Claudio Parentela: l’arte come libertà e catarsi
Claudio Parentela: l’arte come libertà e catarsi

Claudio Parentela, nato a Catanzaro nel 1962, è un artista poliedrico che respira arte in ogni sua forma: illustratore, pittore, fotografo, Scopri di più

Antica Distilleria Petrone: il limoncello conservato per un anno sul fondo del mare di Capri

Dopo la prima sperimentazione avviata nel 2021, l'Antica Distilleria Petrone ha immerso 450 bottiglie nelle acque di Marina Piccola. Presentati Scopri di più

Jago Museum, il museo laboratorio nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi
Jago

Lo scultore Jago ha fatto dell'arte un brand e il suo studio nel Rione Sanità, nella chiesa che dà accesso Scopri di più

Vespero Napoletano: il festival del turismo lento a Napoli
Iniziative turistiche a Napoli: Vespero Napoletano

Vespero Napoletano - Festival del Turismo Lento è una rassegna istituita dal Comune di Napoli che si terrà per circa Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Mirko Cingari

Vedi tutti gli articoli di Mirko Cingari

Commenta