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Eroica Fenice

‘O curt: incontro con Sergio Castellitto

Si è svolta ieri, sabato 21 novembre alle ore 20,00,  la serata di chiusura del festival napoletano del cortometraggio all’ Institut français Grenoble. Ospite d’eccezione della serata è stato l’attore e regista Sergio Castellitto, presidente della giuria di qualità di questa edizione di ‘O curt.
Accolto da una sala gremita, l’attore ha ripercorso, attraverso le domande del giornalista Massimo Romano, i momenti salienti della sua carriera con particolare attenzione ai lavori che lo legano al Sud e a Napoli, una città che l’attore ha dichiarato di aver ritrovato animata da una nuova ventata di energia.
L’incontro con Castellitto comincia innanzitutto con una riflessione sul cortometraggio, che andrebbe considerato sempre nell’intenzione e nell’idea come potenzialità di espressione e una sorta di promessa, dato che nessun corto può mai definirsi effettivamente concluso. Il cortometraggio viene definito come una palestra per un regista ed ecco che, in un paese come l’Italia in cui non esiste un vero e proprio mercato sui corti, appare ancora più significativo il ruolo di un festival come ‘O curt che si propone di dar voce a registi italiani e internazionali.
Con l’aiuto di alcune clip, durante l’incontro, si sono ripercorse le tappe di un cammino che ha portato l’attore a spostarsi, nell’ultimo periodo della sua vita, dall’altra parte della macchina da presa: grazie anche all’ispirazione della prosa della moglie Margaret Mazzantini. Castellitto ha raccontato il suo approccio alla regia nato dall’esigenza di “dissotterrare le immagini dietro le parole” per giocare a costruire un racconto di tipo visivo. Tra una battuta e un’altra, seguono poi riflessioni sulla differenza tra il lavoro solitario della letteratura e quello collettivo legato alla creazione di un film, e sulla commedia nella quale non può mai mancare una nota di malinconia come ci insegnano i grandi attori del cinema italiano.
Una serata piacevole e interessante che si è mostrata come un’occasione per il pubblico napoletano di conoscere meglio uno tra i registi e gli attori più rappresentativi del cinema italiano, il quale, nostante la lunga carriera, non si è in nessun momento presentato come un maestro, ma piuttosto come una persona così appassionata del suo lavoro da comunicare in tutti i suoi gesti l’entusiasmo verso il cinema.

All’incontro hanno partecipato anche il Console Generale di Francia Jean-Paul Seytre, direttore dell’Institut français e il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Ospitati in uno degli istituti culturali più prestigiosi della città quale il  Grenoble, in giorni così bui per la storia della Francia e dell’Europa, non è mancato un riferimento agli attentati di Parigi. Il trait d’union tra gli interventi dei rappresentati delle istituzioni napoletana e francese è apparsa la volontà di continuare a vivere partendo dalla cultura, dall’umanità e dalla solidarietà. Il Sindaco ha in particolare voluto sottolineare quanto ora Napoli dovrebbe andare controcorrente rispetto al clima del terrore dimostrando che “alla violenza non si risponde con la violenza”. Lo stesso Castellitto, alla fine dell’incontro, si è riallacciato a questo tema sostenendo che bisognerebbe riaffermare i valori della libertà, fraternità e uguaglianza “contro la dittatura della paura”.

Castellitto premia i vincitori di ‘O curt 2015

A chiudere la serata il presidente di giuria e gli altri giurati hanno conferito il premio ai vincitori delle cinque sezioni del festival, i cui cortometraggi sono stati poi proiettati. Il vincitore della sezione internazionale è stato  Alles wird gut  di Patrick Vollrath (Germania, Austria, 2015). che affronta il dramma di una separazione di due genitori nel quale un tranquillo giorno del mese in cui la piccola Lea è affidata al padre si trasforma presto in ossessione e inizio di un inquietante viaggio architettato dal padre.
Per la sezione italiana il premio è stato conferito a La riva di Nicola Ragone (Italia, 2014), corto che, mescolando elementi comici e onirici, si sofferma sull’oppressione dei rapporti umani che spesso scegliamo e dai quali tentiamo di fuggire. Bellissima di Alessandro Capitani (Italia, 2014) ha invece vinto per la sezione dei corti napoletani: un dialogo tra due ragazzi che si conoscono e si parlano in un bagno di una discoteca senza vedersi diviene il modo di affrontare il  disagio verso di sé e gli altri di chi non rispecchia standard estetici da fotomodella, ma soprattutto il corto si trasforma in una riflessione  sulla freddezza e l’ipocrisia delle conversazioni sui social network. Miglior cortometraggio animato è risultato i Cuerdas di Pedro Solís García (Spagna, 2014), per la  sezione Educational ha vinto O cabeçudo – The Big-Headed Boy di Nelson Fernandes (Portogallo, 2015) 

 

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