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Eroica Fenice

Prigionieri della propria pelle di Aldo Inda

Proseguono le presentazioni presso il C.M.A., il “Centro Musica e Arte”, sito in via Cilea al Vomero. Sabato 28 novembre il centro ha ospitato in anteprima nazionale la presentazione del romanzo Prigionieri della propria pelle, il primo di Aldo Inda, napoletano di origine ma trasferitosi in Abruzzo da diversi anni, già autore di commedie in italiano e in napoletano, di farse, fiabe, aforismi e testi di canzoni.

La presentazione, ad ingresso libero, ha avuto inizio alle ore 17. Dopo l’immancabile saluto del presidente del C.M.A., Daniele Gogliettino, anch’egli scrittore e saggista, ha introdotto e moderato Giovanni Maddaloni, dottore di ricerca in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Intervallato dalle letture di alcune pagine del romanzo, a opera di Davide Inda, Maddaloni ha focalizzato l’attenzione dei presenti sul taglio storico e avventuriero del romanzo, mostrando come questo genere abbia riscosso notevole successo di pubblico negli ultimi quattro secoli, e sull’originalità del punto di vista narrativo, quello di Ketty – giovane e bella donna inglese, raccontato però da un uomo. A conclusione della presentazione l’intervento dell’autore che, dopo aver descritto l’aspetto emotivo e di stesura del romanzo, ha parlato della sua carriera con simpatici aneddoti. Sono seguite un gran numero di domande da parte del pubblico, accorso davvero numeroso, tanto da lasciare alcune persone in piedi in fondo alla vasta sala del C.M.A.

Prigionieri della propria pelle, la trama

Il romanzo racconta di un’avventurosa e drammatica storia ambientata nella seconda metà del XIX secolo attraverso tre continenti: Europa, Africa e Asia. È appunto la storia di Ketty, un’attraente inglese, che incontra, durante un viaggio in Africa, Songhai, un bellissimo uomo di colore, e se ne innamora. Qui si sposa e con lui ha una figlia di nome Victoria. Tutto sembra procedere per il meglio. Purtroppo Ketty deve abbandonare l’Africa per andare in patria, a seguito della notizia dell’aggravarsi delle condizioni di salute del padre. Dopo alcuni mesi, al suo ritorno in Guinea, scopre che il marito e la figlia sono stati catturati e deportati come schiavi in Louisiana. Inizia, così, un lungo calvario che la costringerà a commettere i reati più vari e a infrangere dapprima le leggi umane e poi anche quelle divine nel tentativo di riabbracciarli.

Attraverso una narrazione spontanea e inarrestabile, l’autore ci mostra scenografie storiche, sociali e umane tanto lontane nel tempo, quanto attualissime per il vissuto dei protagonisti. Alle continue domande di Ketty sul significato del suo essere donna e del senso della sua vita, si contrappongono le sfide alle quali è chiamata, alla ricerca di una felicità che si rivela perlopiù transitoria.

Il Centro Musica e Arte

La presentazione si inserisce in una serie di incontri organizzati dal C.M.A., centro nato appena due mesi fa, che vogliono riportare l’arte, in generale, e la letteratura, nel caso specifico, in diretto contatto tra chi la produce e chi ne usufruisce. In una struttura elegante e funzionale, è possibile partecipare a eventi e laboratori, corsi, presentazioni e seminari, per scoprire che le emozioni hanno varie facce, passano attraverso storie e, a volte, coprono distanze al solo sfogliare di una pagina.

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