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Umberto Guidoni: non c'è spazio nello spazio al Festival MANN

Umberto Guidoni: non c’è spazio nello spazio al Festival MANN

Uno degli ospiti della seconda giornata del Festival è stato l’astronauta e scrittore italiano Umberto Guidoni che, in compagnia di Andrea Valente, ha raccontato la sua esperienza nello spazio. Con l’aiuto di video e foto suggestive ha portato l’attenzione del pubblico verso le stelle, letteralmente. Un incontro astronarrativo che ha visto l’astronauta riflettere, e far riflettere, sullo scopo dei viaggi spaziali e sul peso che questi hanno sull’uomo. 

Il Festival MANN/Muse al Museo è il primo festival internazionale organizzato da un museo autonomo che, nei suoi sette giorni, ha in programma tanti eventi che si dividono tra letteratura, musica, teatro, danza, scienza, arte, cinema, fumetti e tanto altro. A fare da cornice saranno le sale dello storico Museo Nazionale e ben 50 ospiti tra importanti personaggi dell’arte e dello spettacolo. Il festival è ufficialmente cominciato il 19 aprile.

Nello spazio non c’è spazio: afferma Umberto Guidoni

Nello spazio non c’è spazio, è questo il titolo dell’incontro con Umberto Guidoni ed è proprio con questo gioco di parole che l’astronauta ha voluto spiegare le effettive dimensioni di un shuttle. Gli ambienti della cabina sono ristretti, l’enorme mole dello shuttle, in realtà, è tutta occupata dalle riserve di carburante necessarie per restare in orbita tutto il tempo della spedizione. È proprio per questa ragione, ha spiegato, che a bordo dello shuttle gli ambienti sono organizzati su tre livelli, complice anche l’assenza di gravità: ogni astronauta lavora sopra o sotto il collega.

Alla domanda di una possibile forma di vita su altri piante Guidoni non esclude alcuna ipotesi. Piuttosto introduce due scoperte interessanti: la prima è che Marte, forse un miliardo di anni fa, aveva un’atmosfera simile a quella terreste rendendo il pianeta paragonabile alla Terra; la seconda, invece, è la scoperta di una luna di Giove, Europa, completamente coperta di ghiaccio che pare essersi formato da acqua salata.

Un incontro che, con una base scientifica, è riuscito anche a far sognare, immaginando un possibile futuro dove si potrà, perchè no, essere turisti dello spazio.