Il comparto vitivinicolo campano è da sempre un pilastro per l’economia e l’identità della regione. L’intero indotto, che spazia dal lavoro in vigna fino alla logistica, alla ristorazione e all’enoturismo, attraversa una fase di grande vitalità, spinta in particolare dal recupero e dalla valorizzazione dei vitigni autoctoni. Seguendo il filo di questa rinascita agricola, siamo stati da Casa Infante, su invito della giornalista Roberta Raja, per assistere alla presentazione della nuova linea vitivinicola di Agri Solaris Benevento S.r.l. L’appuntamento, uno splendido aperitivo vista mare, ci ha dato modo di conoscere da vicino una realtà che punta a innovare la gestione del territorio partendo dalle proprie radici.

| Nome del vino | Denominazione | Ispirazione storica e caratteristiche |
|---|---|---|
| Madrezefira | Taburno Falanghina del Sannio DOP | Culti solari arcaici legati al mito di Iside |
| Maethra | Taburno Sannio Fiano DOP | Culture italiche originali dell’Italia preromana |
| Nerathis | Taburno Sannio Greco DOP | Forza dell’antica Beneventum romana |
| Calidara | Taburno Sannio Coda di Volpe DOP | Mondo delle Janare e immaginario esoterico |
| Sannar | Sannio Aglianico DOP | Periodo longobardo del Ducato di Benevento |
| Nectar | Spumante Falanghina Extra Brut | Spumante lavorato con metodo Charmat |
Indice dei contenuti
L’eredità di un secolo di storia
Dal Sannio per il Sannio. È con questo spirito che la visione aziendale della famiglia Esposito – guidata da Carmine, Anna e Raffaele, grazie al profondo legame per il territorio trasmesso dal padre Luigi – ha raccolto il testimone del Consorzio agrario provinciale di Benevento, nato nel 1901. Negli anni Ottanta, l’ente gestiva impianti nevralgici per l’economia locale, come un tabacchificio a Dugenta e una cantina a Foglianise dedicata alla lavorazione di uve tipiche quali aglianico e falanghina. Nel luglio 2024, acquisendo il ramo agenzie del Consorzio, Agri Solaris ha assorbito tali strutture storiche avviando un ampio processo di ammodernamento.
Un ecosistema di servizi per il territorio
Oltre al recupero delle vecchie produzioni, la società funge oggi da polo di servizi strutturati per le imprese di settore. Il fulcro delle attività commerciali è la distribuzione di carburanti agricoli, che da sola copre fino al 70% del fatturato. A sostenere l’operatività interviene anche una rete di silos per lo stoccaggio dei cereali, destinati alla vendita diretta ai mulini. L’offerta si completa infine con la fornitura di sementi, concimi, mangimi e lubrificanti, affiancata da un reparto specifico per la meccanizzazione e l’assistenza tecnica.
Coltivazioni e gestione dei terreni
L’approccio innovativo introdotto nei servizi si riflette in modo speculare nella gestione agricola diretta, orientata all’ottimizzazione delle risorse tramite l’agricoltura di precisione (precision farming), l’uso di sensori e impianti di irrigazione a goccia. Gli orizzonti produttivi, peraltro, superano i confini campani: a Mottafollone, in provincia di Cosenza, l’azienda cura venti ettari di terreno dedicati alla coltivazione di eucalipto (Eucalyptus cinerea ed Eucalyptus populus). L’esperienza trentennale maturata nel comparto florovivaistico ha permesso di consolidare una produzione impiegata sia nel mercato ornamentale sia in quello fitoterapico, in particolare per l’estrazione di oli essenziali.
Produzione enologica: i vini della linea Le sei anime

Il legame più intimo con la vocazione originaria del territorio trova però la sua massima espressione nel calice, vero protagonista dell’incontro da Casa Infante nel quale è stata presentata la nuova linea Le sei anime. Un progetto in cui ogni etichetta si lega a un popolo o a un elemento distintivo della storia sannita.
Partiamo con Madrezefira (Taburno Falanghina del Sannio DOP), un bianco dalla spiccata sapidità e dalla beva agile, pensato per richiamare la freschezza e la vivacità del territorio, che rievoca i culti solari arcaici legati al mito di Iside. Su un registro più strutturato si muove Maethra (Taburno Sannio Fiano DOP), che al palato rivela una maggiore complessità e si chiude con il tipico finale ammandorlato del vitigno, esprimendo il respiro di una delle culture italiche più originali dell’Italia preromana.
A rappresentare l’espressione più vulcanica dell’area è Nerathis (Taburno Sannio Greco DOP): un vino materico e austero, spinto da un’acidità importante che gli conferisce la solidità di un “rosso travestito da bianco”, capace di richiamare la forza dell’antica Beneventum, importante colonia romana e crocevia di culture e vie commerciali. Sul versante opposto si colloca Calidara (Taburno Sannio Coda di Volpe DOP), che punta invece su un profilo più morbido, avvolgente ed equilibrato, caratterizzato da netti sentori di frutta matura e strettamente connesso al mondo delle Janare e all’immaginario esoterico popolare.
Per i rossi, l’attenzione ricade su Sannar (Sannio Aglianico DOP), un’interpretazione fiera e identitaria, sostenuta in degustazione da una struttura imponente e da una trama tannica fitta e asciutta, che si ispira al florido periodo longobardo del Ducato di Benevento. Chiude la proposta Nectar, uno spumante Falanghina Extra Brut lavorato con metodo Charmat: un calice dal perlage fine e dal sorso verticale, che si distingue per una spiccata acidità e un finale netto e rigoroso.
L’abbinamento con i taralli di Casa Infante

A esaltare le caratteristiche organolettiche di questa narrazione vitivinicola ci hanno pensato i maestri di Casa Infante. Patrizio, affiancato dai figli Marco e Fabio, ha proposto in abbinamento le loro celebri rivisitazioni del tarallo napoletano. Un prodotto storico, di origine seicentesca, che ha trovato in questa occasione le sue espressioni più classiche (‘nzogna e pepe e genovese) e contemporanee (peperoni, friarielli, pomodoro, olive e capperi). Un connubio reso ancor più speciale dalla location: via Caracciolo è infatti il luogo della memoria per la famiglia Infante, dove nonno Leopoldo iniziò a vendere i suoi primi taralli con un chioschetto nel 1940.
Queste nuove etichette, oggi disponibili anche nello stesso store napoletano, si inseriscono in un percorso di promozione iniziato nella primavera del 2026, periodo in cui l’azienda ha presentato i propri prodotti in manifestazioni come il Vitigno Italia e il Premio pomo d’oro, scegliendo inoltre di sostenere iniziative di beneficenza come la Napoli culinary team charity dinner. Un cammino coerente e condiviso da due famiglie legate da lunga amicizia, che conferma l’impegno a proiettare la tradizione agricola e gastronomica verso il futuro.

