Vestiti sospesi, frammenti di tessuto privati di corpo, presenze in bilico tra assenza e memoria. Nelle tele di Claudia Piscitelli gli abiti restano senza figura, ma continuano a evocare identità, emozioni e tracce di vita vissuta. Dal 14 maggio al 14 settembre 2026, il Museo della Moda di Napoli – Fondazione Mondragone ospiterà la mostra I don’t care, I Am invisible, il suo nuovo progetto espositivo, curato da Barbara Crespigni, che riunisce dieci opere dedicate agli archetipi femminili, tra ironia, introspezione e riflessione sociale.

Dettagli della mostra “I Am invisible”
| Dettaglio dell’esposizione | Informazioni |
|---|---|
| Artista | Claudia Piscitelli |
| Curatrice | Barbara Crespigni |
| Location | Museo della Moda di Napoli (Piazzetta Mondragone 18) |
| Date di apertura | Dal 14 maggio al 14 settembre 2026 |
| Beneficenza | A favore dell’Ong CRIA (Brasile) |
Indice dei contenuti
Il significato dell’abito vuoto nelle opere di Claudia Piscitelli
La mostra sarà presentata in conferenza stampa mercoledì 13 maggio alle ore 11 negli spazi del museo, in Piazzetta Mondragone 18, mentre l’apertura al pubblico è prevista dal giorno successivo. Le opere si articolano come una sequenza di figure simboliche in cui l’abito diventa presenza narrativa autonoma, svuotata del corpo ma non del significato:
- La vedova;
- La sposa;
- L’amante;
- L’intellettuale;
- La narcisista.
«Il soggetto pittorico dell’abito vuoto è già stato investigato da importanti artisti italiani e stranieri del calibro di Anselm Kiefer – spiega l’artista – ma qui si vuole far emergere uno sguardo femminile, in cui le emozioni legate ai vestiti diventano più sottili e intime». Al centro del progetto si colloca anche L’ipnotista, unica figura maschile dell’intero ciclo, utilizzata come elemento di contrappunto ironico rispetto alla dissolvenza delle presenze femminili.
Il titolo stesso, I Am invisible, sottintende una scelta precisa: l’artista vuole sottrarsi alla visibilità diretta per lasciare spazio esclusivo alle opere. Lo spettatore non incontra la figura umana, ma solo le sue tracce, in un gioco continuo tra presenza e scomparsa, superficie e interiorità.
La beneficenza per l’Ong CRIA e il ricordo di Tito Piscitelli
I Am invisible è dedicata a Tito Piscitelli, fratello dell’artista, impegnato nella promozione di progetti culturali e sociali in Italia e in Brasile, dove ha collaborato con l’Ong CRIA. L’associazione opera nelle aree più fragili del territorio attraverso percorsi di inclusione sociale basati su:
- sport;
- educazione;
- attività culturali rivolte a bambini e adolescenti, con particolare attenzione alle discipline delle arti marziali e del parajiu-jitsu.
Il ricavato sarà devoluto proprio all’organizzazione, a sostegno delle sue attività sul territorio.
Informazioni utili e orari della mostra al Museo della Moda
«Ospitare la mostra di Claudia Piscitelli conferma la nostra missione – commenta Maria d’Elia – guardare all’abito non come semplice elemento estetico, ma come strumento di indagine culturale e sociale».
L’esposizione si inserisce negli spazi del Museo della Moda di Napoli, istituzione integrata nella Fondazione Mondragone. La struttura, intitolata alla nobildonna Elena Aldobrandini (1589-1663), funge da sede per il Polo della Moda Femminile della Regione Campania. Le sale espositive documentano la storia dell’abbigliamento e le tecniche sartoriali dal Settecento ai giorni nostri, attraverso una raccolta di capi finiti e manufatti tessili, tra cui intarsi in merletto e lavorazioni al tombolo.
La mostra resterà visitabile fino al 14 settembre 2026, con apertura dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 16:00.

