Le Operette morali prendono vita a Villa delle Ginestre

operette morali

Il teatro prende un respiro profondo e riparte, il palco si prepara ad essere calcato, gli spettatori in religioso silenzio, la trepidazione degli inizi è accompagnata da uno scenario che non può non lasciare a bocca aperta; Villa delle Ginestre è arroccata su di una collina, lo Sterminator Veseveo le guarda le spalle e lo sguardo può naufragar poi verso il mare e dolcemente approdare sull’Isola di Capri e sulle sorelle Ischia e Procida. Qui Giacomo Leopardi visse i suoi giorni estremi, al riparo dalla pandemia di colera che affliggeva Napoli negli anni ’30 dell’ottocento, e in questa quiete riflettere sul conflitti che continuano ancora oggi ad affliggere gli uomini. Sempre a Napoli decide di pubblicare le sue Operette morali, brevi componimenti che raccolgono in battute sagaci le riflessioni che, sparse, erano già racchiuse nel suo Zibaldone

Il demiurgo, in collaborazione con il Teatro Tram, decide di mettere in scena il 20 giugno scorso queste satire, così come le intendeva il poeta recanatese, nel luogo che accolse il poeta nei suoi ultimi giorni, lo stesso che ispirò la composizione del poema La Ginestra, sfruttando però delle satire l’efficacia performativa come ben riassume Mirko De Martino che, assistito da Angela Rosa D’Auria, dirige lo spettacolo. In scena Antonio D’Avino e Nello Provenzano che in abiti consunti e stinti, come quelli di chi la vita l’ha attraversata e ne porta i segni visibili, danno vita a dieci delle ventiquattro operette.

Le Operette morali: il sorriso amaro e l’incanto leopardiano

Sempre due i protagonisti dei conflitti proposti ne Le Operette Morali leopardiane, e gli attori D’Avino e Provenzano, nelle stesse vesti, riescono magnificamente a calarsi in corpi e anime distinte; duelli a suon di contrasti, che bene gli attori riescono a rendere vivi, enfatizzando le parole, qualche volta adattandole al contesto attuale, rendendo evidente quanto Leopardi abbia ancora da insegnare al nostro tempo e a quelli futuri. Come non tremare di fronte all’interpretazione del Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere, che sembra narrare del tempo presente, dove ciò che spinge gli uomini è quasi esclusivamente la speranza in un futuro migliore, contro ogni previsione rivelatasi puntualmente fallace. 

Lo gnomo e il folletto di D’Avino e Provenzano restano nei cuori; il loro dialogo è appassionante e sagace, oltre che spaventosamente attuale; nella narrazione leopardiana che li vede protagonisti, gli uomini sono tutti scomparsi dalla Terra, non a causa di una pandemia, bensì perché si sono uccisi a vicenda; la loro scomparsa però non ha comportato la fine della vita sulla terra; il sole continua a splendere, i mari non si sono prosciugati, la natura vive beatamente anche senza l’uomo. Questa una delle tematiche che prepotentemente ritorna nel pensiero leopardiano; la natura è indifferente alle sorti dell’uomo, e l’errore di quest’ultimo è credere che invece ella sia al suo servizio.

Nel dialogo tra la Natura e un islandese, vediamo come proprio l’uomo che maggiormente fuggiva la Natura, si ritrova ad incontrarla in uno dei suoi viaggi nel cuore dell’Africa; l’intensità delle parole del poeta e l’interpretazione degli attori rendono il conflitto palpabile e vivido di fronte a spettatori cristallizzati in un silenzio quasi mistico. L’uomo, secondo l’islandese, per quanto la fugga, è destinato alla sofferenza; perché allora venire al mondo? Quale sadica scelta è quella di far nascere l’uomo con il solo fine di vederlo smaniare e distruggersi? La Natura risponde ribaltando la prospettiva; la terra non è fatta per l’uomo, che lui soffra è parte del ciclo naturale, non un suo esplicito volere, solo una necessaria conseguenza.

Molte le tematiche filosofiche affrontate nelle Operette morali e messe in scena: la morte si fa viva quando viene concesso ai morti un quarto d’ora di parola, o quando c’è da scegliere se sia migliore una vita felice ma breve o piuttosto una lunga e infelice.

Una incessante ricerca della felicità si compie nelle riflessioni del poeta recanatese, precursore di tutti i tempi futuri, compreso quello attuale, il cui pensiero, impresso in quelle sudate carte può, grazie agli attori e ai registi, prendere vita e arrivare ai cuori, sconfiggendo il confine affilato che divide la vita dall’esistenza, come solo il teatro può e sa fare.

Fonte immagine: Il Demiurgo.

Altri articoli da non perdere
Bar panoramici in Campania: i 5 più belli per un aperitivo con vista
Bar panoramici in Campania: i 5 più belli

I bar panoramici sono diventati ormai un "must-have" per l'estate, ideali per un aperitivo accompagnato da meravigliose vedute. Ecco una Scopri di più

Vesuvio Teatro presenta Racconti per Ricominciare, la rassegna nelle Ville Vesuviane
Vesuvio Teatro

La quinta edizione del festival "Racconti per Ricominciare", format di teatro itinerante al tramonto tra le bellezze delle ville campane Scopri di più

Carlo Verdone al Mann. Quarant’anni di carriera in un’ora
Carlo Verdone al Mann. Quarant'anni di carriera in un'ora

Intervistato da Andrea Scanzi, giornalista de Il fatto quotidiano, il regista e attore Carlo Verdone è stato ospite nella sala Scopri di più

Casa Lerario, ospite la chef stellata Di Pasquo per i Pranzi d’autore
Casa Lerario, chef Stefania Di Pasquo

Casa Lerario ospita la cucina molisana di Stefania Di Pasquo della Locanda Mammì di Agnone, una stella Michelin, per il Scopri di più

Silvian Heach spring/summer 2019, la nuova collezione è pronta!
Silvian Heach

Pop Tropicale Party: collezione spring/summer 2019 di Silvian Heach nello store di via Nisco. Nello store Silvian Heach di via Scopri di più

Sergio Bonelli, la mostra celebrativa alla Fabbrica del Vapore 
Sergio Bonelli, la mostra celebrativa alla Fabbrica del Vapore 

Nelle prossime settimane e fino al 30 gennaio 2022, gli appassionati di fumetti dovrebbero segnare in agenda un appuntamento imperdibile: Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Carmen Alfano

Studio Filologia Moderna all'università degli studi di Napoli "Federico II". Scrivo per immergermi totalmente nella realtà, e leggo per vederci chiaro.

Vedi tutti gli articoli di Carmen Alfano

Commenta