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Eroica Fenice

L'uomo isola: il nuovo romanzo di Emanuele Ponturo

L’uomo isola: il nuovo romanzo di Emanuele Ponturo

Prendiamo una quarantenne romana insoddisfatta del suo lavoro di insegnante. Prendiamo un pescatore isolano e gestore di un camping. Diamogli un filo virtuale per congiungerli, fatto di email, chat e selfie. Ed è subito amore ai tempi dei mezzi di comunicazione di massa. Ma non solo.

L’uomo isola di Emanuele Ponturo, un modo di essere

Martina e Lorenzo sono i protagonisti del nuovo romanzo di Emanuele Ponturo L’uomo isola, edito da Avagliano, presentato per la prima volta a Napoli lo scorso venerdì 10 febbraio, al bistrot letterario Il tempo del vino e delle rose, sotto l’egida del poeta divino in Piazza Dante.

Attraverso la guida del mediatore, l’editor Gianluca Calvino, capiamo che accanto ai due amanti, o meglio, all’interno dei due amanti, emerge silente un’altra protagonista: l’isola.
Infatti, al di là della motivazione concreta del riferimento geografico, dal momento che Lorenzo vive su una piccola isola della Sicilia, l’isola è il loro luogo interiore. Il luogo interiore di lui, che non è solo un isolano ma anche un isolato, che pone una barriera tra sé e il mondo, e come un’isola dal fascino pericoloso attrae Martina in una relazione insana e intrigante. Ma anche il luogo interiore di lei, insegnante precaria che vuole fuggire da una metropoli di cui si sente ai margini.

Per entrambi, l’isola è un modo di essere e un punto di approdo, lo scoglio a cui ci si aggrappa per riprendere fiato e consapevolezza di sé, dopo una profonda apnea nel mare che lo bagna, dopo la discesa nell’inconscio nero quanto l’abisso.

Quasi per deformazione professionale, da buon avvocato penalista, l’autore si cimenta a scandagliare l’animo umano, soprattutto nei suoi meandri più oscuri e ignobili, le dinamiche e i gesti che possono condizionare o stravolgere la vita degli uomini e delle donne.
Così, il desiderio estremo di appropriazione e sottomissione dell’altro, erotico e carnale, si sposta continuamente dal corpo alla psiche. Così, la seduzione non si serve solo di foto e immagini, ma di parole.

Le letture di Paquito Catanzaro e Chiara Esposito ci accompagnano lentamente in questo gioco erotico e psicologico, in cui a un certo punto, quando dal virtuale si approda al reale, l’equilibrio delle parti, della donna preda e dell’uomo cacciatore, barcolla fino a dissolversi.
Il presente è scalzato via dagli spettri del passato, in particolare dal fantasma di nome Eleonora. Lo svelamento è soppiantato dal pudore, il contatto è irretito dalla paura.
Frasi spezzate, stile diretto e tendente al realismo crudo, senza mai lasciar cadere quel velo di emotività che sublima il romanzo e l’esistenza umana, sulle orme del celebre autore noir Jean-Claude Izzo, che del mare aveva fatto il suo protagonista. Questa, in breve, è la cifra stilistica di Emanuele Ponturo, nipote di pescatori siciliani.

Se l’approdo di Martina sull’isola capovolgerà le sorti del gioco, è bene che lo leggiate da voi.
Cos’altro vi serve sapere per tuffarvi in queste esistenze precarie e tormentate?