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Eroica Fenice

Napoli, dopo otto anni restituita alla comunità la chiesa di San Carlo alle Mortelle

Napoli, restituita alla comunità la chiesa di San Carlo alle Mortelle

Era la notte del 23 Settembre 2009 quando una voragine, apertasi a causa del crollo in tre punti della volta di tufo di una cavità del sottosuolo, aveva sottratto ai fedeli la splendida chiesa monumentale di San Carlo alle Mortelle. E oggi, dopo ben otto anni, questo splendido capolavoro di arte barocca che sorge nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli è stato finalmente riaperto al pubblico e alla comunità entusiasta. In occasione della riapertura del complesso, avvenuta lo scorso 23 Febbraio, il cardinale Crescenzo Sepe, arcivescovo della chiesa metropolitica di Napoli, ha concelebrato la messa insieme al parroco don Mimmo Toscano e le sue parole, pronunciate durante l’omelia, hanno saputo trasmettere il senso di esilio e di smarrimento in cui versava la comunità di San Carlo, privata del suo più importante punto di riferimento.

«È un miracolo. Non so quanti ministri sono passati, quanti prefetti però alla fine ci siamo riusciti e tutto è bene quel che finisce bene. Dopo aver atteso, sperato, pregato finalmente questa casa di Dio è rinnovata e riabbellita», ha affermato Sepe, rivolgendosi ai fedeli. «È stato un calvario dallo “sgarrupo” del 2009 a oggi, ma ci siamo riusciti», ha concluso poi, quasi a voler rimarcare il lieto fine di una storia disseminata di ostacoli e di difficoltà di ogni genere.

La vicenda della chiesa di San Carlo alle Mortelle si aggiunge a quella di molte altre chiese di Napoli, alcune delle quali chiuse da tempo a causa dell’incuria, dell’inagibilità e del degrado. E dimostra che l’impegno, la dedizione e il contributo di associazioni e cittadini, alla fine, riescono a sempre a vincere anche quelle battaglie che sembrano perse in partenza.

La Chiesa di San Carlo alle Mortelle: una storia a lieto fine

L’affascinante storia della Chiesa di San Carlo alle Mortelle, gioiello d’arte barocca fra i più importanti della città di Napoli,  inizia  nel 1616. Edificata sul modello delle chiese barnabite milanesi, il complesso di San Carlo è sempre stato un punto di riferimento per tutti gli amanti del genere barocco, a partire dalla facciata progettata da Enrico Pini, dalle splendide acquasantiere in marmi policromi del Seicento fino ai dipinti di Antonio de Bellis e il notevole “San Carlo in estasi davanti alla croce”, firmato da Fede Galizia nel 1611.

La voragine del 2009, oltre a determinare la chiusura al pubblico della chiesa, aveva finito per danneggiare il pavimento settecentesco, oltre che per causare una serie di crepe sulle pareti sia interne che esterne.

Solo nel 2011 era stato possibile intraprendere i lavori di ristrutturazione della Chiesa, grazie a 1,5 milioni di euro di finanziamento stanziati dall’associazione Arcus (società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo), di cui 900.000 hanno consentito già la riapertura dell’edificio sacro al pubblico e l’organizzazione già questa domenica di una festa di carnevale per i bambini del quartiere. Alla messa inaugurale, parte della quale era stata ripresa e postata sulla web tv del Comune di Napoli, era presente lo stesso sindaco de Magistris, il quale non ha mancato di sottolineare che «Napoli è ancora ricchissima di tante chiese che devono essere riaperte, con sinergia, collaborazione e lo sforzo di ognuno. Ci saranno altre belle giornate come queste».

Che più che come una profezia, suona ormai quasi come una certezza.