25 novembre: giornata internazionale per la violenza sulle donne

violenza sulle donne

La violenza sulle donne

La Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dall’Onu il 17 dicembre 1999, indicando il 25 Novembre, in memoria del brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, considerate donne rivoluzionarie in quanto si impegnarono per contrastare il regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, che aveva gettato la Repubblica Dominicana nel degrado e nell’arretratezza totale. Non si tratta di una ricorrenza, né di una celebrazione e non bisognerebbe ricorrere a frasi fatte per fare informazione su quest’argomento, tanto noto quanto ignorato, ma bisognerebbe ricordare quanto sia importante un impegno collettivo per la promozione della Parità di Genere.

Nonostante ciò, la violenza di genere è in rapido aumento da quando ha avuto inizio il periodo della pandemia e, secondo alcuni dati Istat, sono preoccupanti gli stereotipi diffusi nella società odierna, in quanto vengono fornite disparate giustificazioni in merito ai soprusi fisici o psicologici, confermando che la società è ancora profondamente legata all’idea, secondo la quale, la donna è in una posizione di netta inferiorità rispetto all’uomo. Tra le varie frasi raccolte, si registrano: “quante scene per due schiaffi“, “lui era geloso“, “se l’è cercata“, “senza di me sei niente“.

Tutto ciò è il risultato di un sessismo ostile, talvolta di matrice del tutto negativa, in quanto la donna è effettivamente considerata un oggetto, un essere subordinato. Talvolta la considerazione della donna è di matrice stereotipata, secondo cui la donna rappresenterebbe il sesso debole, oppure sarebbe apprezzata se rimanesse in secondo piano. A tal proposito queste frasi sono state dipinte, ad esempio, su dei piatti di ceramica, per un’iniziativa di sensibilizzazione intitolata “Il luogo più pericoloso”. Alcuni potrebbero chiedersi “Perché proprio su dei piatti?”, in quanto la casa è il luogo adibito alle donne, secondo la prospettiva misogina di molti.

La discriminazione di genere si manifesta, a chiare lettere, anche in questo momento storico di crisi sanitaria ed economica: molte donne perdono il lavoro e a causa di una mancata stabilità e della forzata reclusione domestica sono maggiormente esposte alla violenza. Infatti, durante la primavera, sono state registrate circa 5.031 telefonate al numero verde, 1522, attivo 24 ore su 24 per segnalare violenze domestiche o stalking (un aumento del 73% rispetto al 2019). Bisogna ricordare come la pandemia abbia esasperato delle situazioni già precedentemente precarie e abbia, inoltre, aumentato la disoccupazione femminile, annientando i piccoli, ma grandi passi in avanti compiuti negli ultimi 50 anni, grazie ai quali le donne vedevano possibile un futuro di emancipazione e indipendenza, riuscendo finalmente a mettere pian piano da parte la concezione primitiva della donna come madre e casalinga, relegata nelle mura domestiche.

La soluzione dello smartworking, inoltre, ha colpito e colpisce le donne su più fronti, facendo sì che debbano adempiere alle responsabilità lavorative, ma contemporaneamente anche a quelle di madre e moglie, senza avere aiuti o tutele e registrando un alto tasso di stress ed esasperazione. Proprio per questo è fondamentale sfruttare tutti i mezzi a disposizione per cercare di arginare tale emergenza umanitaria e lavorare sui più giovani, al fine di innescare un’evoluzione culturale, tutelando le donne con delle leggi, affinché il futuro possa essere diverso.

Fonte immagine: https://www.larivista.ch/basta-violenza-sulle-donne/

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