22 giugno 1941: inizia l’Operazione Barbarossa

22 giugno 1941

Nell’estate del 1941, a separare le forze dell’Asse dal controllo dell’Europa era rimasto esclusivamente il fronte britannico. Nell’autunno precedente era iniziata l’Operazione Leone Marino, con cui Adolf Hitler intendeva ribaltare le istituzioni londinesi, mettendo le mani sul Vecchio Continente a poco meno di un anno dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Il Regno Unito non si piegò, soprattutto grazie al lavoro della Royal Force, che seppe tenere testa alla temibile Luftwaffe tedesca. Conscio dell’impasse, Hitler decise di mobilitare gran parte delle proprie truppe a est lungo il confine dei nemici giurati: i bolscevichi di Mosca. La sottoscrizione del Patto Molotov-Ribbentrop non nascondeva infatti l’odio che sin dall’età giovanile caratterizzò il capo del Terzo Reich.

L’accordo stipulato nel 1939 significava sostanzialmente prendere tempo, per entrambe le parti. A due anni dal patto segreto di non aggressione tra Unione Sovietica e Germania, Hitler decise di rompere gli induci, dando il via all’Operazione Barbarossa. Il 22 giugno 1941, Berlino schierò lungo il fronte orientale centinaia di migliaia di soldati (3 milioni durante tutta l’invasione), supportati da decine di migliaia di cavalli e veicoli a motore. L’operazione aveva come obiettivo la conquista dell’Unione Sovietica occidentale per ripopolarla di tedeschi, subordinandola alle necessità dell’Asse. I sovietici sarebbero diventati infatti forza lavoro per il Terzo Reich, così come le risorse petrolifere del Caucaso avrebbero alimentato il sistema industriale dell’impero. 

Paradossalmente, il primo nemico dell’Operazione Barbarossa fu un alleato: l’Italia. Nell’ottobre 1940, in nome della “guerra parallela”, il governo fascista guidato da Benito Mussolini mosse dall’Albania un attacco in Grecia, paese con una struttura simil-fascista dal 1936, che per questo motivo intratteneva buoni rapporti con Roma. Insomma, una scelta poco strategica che aveva come obiettivo il lancio di un segnale di forza all’alleato tedesco. La spedizione italiana in Grecia si rivelò un disastro, al punto da rendere necessario l’intervento di Berlino per limitare i danni. Si trattò di un dispiegamento di forze non previsto, reso ancor più oneroso dall’occupazione della Jugoslavia. Tale intervento ritardò l’avvio dell’Operazione Barbarossa, che Hitler stava organizzando per l’aprile successivo. 

L’inizio delle ostilità tardò di quasi tre mesi, favorendo il Generale Inverno che circa un secolo prima aveva arrestato l’ascesa di Napoleone. Il 22 giugno 1941, la Germania mosse un attacco lungo tre direttrici: nord, centro, sud per arrivare rispettivamente a Leningrado, Mosca e Stalingrado. Nonostante i primi successi, l’offensiva tedesca si fermò nella battaglia di Mosca alla fine del 1941. La conseguente controffensiva invernale sovietica respinse le truppe nemiche, impedendo alla Germania di raggiungere i suoi obiettivi strategici. Alla fine della guerra si contrarono tre milioni tra vittime sul campo, dispersi e prigionieri, a cui si aggiunsero 1,9 milioni di feriti.  

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A proposito di Salvatore Toscano

Salvatore Toscano nasce ad Aversa nel 2001. Diplomatosi al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “S. Cantone” intraprende gli studi presso la facoltà di scienze politiche, coltivando sempre la sua passione per la scrittura. All’amore per quest’ultima affianca quello per l’arte e la storia.

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