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Eroica Fenice

Alì al-Nimr

Alì al-Nimr e la sua ingiusta condanna

Al giorno d’oggi potrebbe sembrare anacronistico sentire di una “decapitazione con crocifissione”. Sembra qualcosa di arcaico, medievale, se non addirittura qualcosa che potremmo collegare ad un brutto sogno. A quanto pare non è così per Alì al Nimr.

Alì al Nimr, un ragazzo di soli 21 anni, sarà presto decapitato, crocifisso e il suo corpo sarà lasciato “in putrefazione”. Non è una notizia esagerata, ma la cruda realtà. Il giovane Alì nel Febbraio 2012 venne arrestato durante una manifestazione. In quel periodo, durante “la Primavera Araba”, sembrava che il mondo in Medioriente potesse cambiare.

La storia di Alì al-Nimr

All’epoca dei fatti Alì al-Nimr aveva solo 17 anni e fu arrestato perché manifestava contro il governo di Riad. Adesso verrà emessa la sentenza. Una sentenza crudele e di un’arroganza unica, che sembra quasi voler lanciare un segnale per tutti quelli che potrebbero manifestare in futuro contro il governo saudita.

È una cosa assurda, per molti versi addirittura comica, che l’ambasciatore dell’Arabia Saudita sia stato nominato Presidente del consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Si potrebbe forse parlare di una scelta ipocrita.

Tanti sono gli appelli che da più parti sono piovuti sulle istituzioni di Riad, ma nulla più di un semplice appello, come quello di Hollande, che ha chiesto la sospensione della pena. Il mondo del web si è attivato subito per il giovane cercando di raccogliere firme.

Gli altri Stati avrebbero, probabilmente, l’obbligo morale di intervenire, ma, nel frattempo in maniera velata, mostrano le proprie limitazioni, in quanto nessuno sembra voler agire contro un importante partner commerciale. L‘Arabia Saudita, infatti, è uno dei paesi mediorientali più avanzati tecnologicamente, che esprime, però, un sistema penale ben peggiore dell’inquisizione, dove chi esprime il proprio dissenso può perdere ogni diritto.

In molti casi l’Arabia Saudita non ha accettato “consigli” di umanità sui suoi fatti interni. Ci troviamo davanti ad un sistema in cui l’ingerenza degli Stati esterni è praticamente nulla; ciò dimostra come il denaro possa comprare le migliori tecniche, ma non possa comprare l’umanità.

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