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Eroica Fenice

Amnesty International, quella sconosciuta

Mi è capitato di vivere un’esperienza lavorativa di quindici giorni presso questa organizzazione come dialogatrice, una figura professionale che ricerca nuovi soci sostenitori col metodo face to face. Traducendo il tutto con parole più semplici, vi è sicuramente capitato di incontrare per strada persone appartenenti all’organizzazione che vi hanno fermato per spiegarvi i loro obiettivi e cercare nuovi soci sostenitori.
Vivere nella città di Napoli un’esperienza come questa è stato molto difficile perché bisogna vincere tante diffidenze della gente. La maggior parte delle persone non conoscevano l’organizzazione oppure erano molto scettiche a dare una mano.

In pochi sanno di cosa si occupa Amnesty International in modo preciso: si tratta di un’organizzazione non governativa fondata dall’avvocato inglese Peter Benenson nel 1961, che lanciò per primo una campagna per l’amnistia dei prigionieri di coscienza in Portogallo. Due studenti erano stati arrestati soltanto per aver brindato alla libertà. Da qui comincia la grande avventura di Amnesty, che continua col conferimento da parte dell’ONU dello status consultivo nel 1964. Nel 1975 nasce poi la sezione italiana e due anni dopo Amnesty International riceve il premio Nobel per la pace.
La mission principale di Amnesty è quella di organizzare campagne, attività di ricerca, azioni finalizzate per prevenire ed eliminare gli abusi e il non rispetto dei diritti contenuti nella Dichiarazione universale.

Attualmente Amnesty conta due milioni ottocentomila soci e sostenitori in tutto il mondo mentre la sezione italiana circa 70.000. I progetti portati avanti in Italia in questo periodo sono essenzialmente due: lotta alla violenza sulle donne, con l’intento di finanziare fondi comuni per le case d’accoglienza e avviare percorsi riabilitativi, e l’introduzione del reato di tortura. In Italia non esiste ancora una legge per introdurre un simile reato: ricordiamo il caso di Stefano Cucchi, ucciso nel 2009 mentre era in custodia cautelare dagli agenti della polizia penitenziaria, che non ha avuto ancora giustizia. L’augurio è quello di riuscire a raggiungere questi risultati nel più breve tempo possibile e soprattutto sensibilizzare maggiormente le persone su questi argomenti che a volte sembrano così lontani ma che sono molto vicini alla nostra realtà.

– Amnesty International, quella sconosciuta –

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