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Eroica Fenice

Capri Hollywood omaggia il figlio del Teatro Luca De Filippo

All’apertura della XX edizione del Festival di cinema, Capri Hollywood omaggia Luca De Filippo.

Dopo un mese esatto dalla sua scomparsa (è morto il 27 novembre a Roma) il festival ha dedicato ad una delle figure più importanti del teatro napoletano la sua apertura il 27 dicembre, con la proiezione del film Sabato, Domenica e Lunedì per la regia di Lina Wertmuller, tratto dalla celebre commedia di Eduardo De Filippo, in cui memorabili sono le scene di Sofia Loren, Luciano De Crescenzo, Mario Scarpetta, Isa Danieli, Lucio Amelio e Pupetta Maggio. La proiezione si è tenuta domenica nella sala cinematografica del Centro Congressi nei Giardini della Flora Caprense. Un omaggio dovuto, questo, tratto dall’idea del produttore del Festival Pascal Vicedomini e dal filosofo Sebastiano Maffettoni, consigliere per la cultura del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Sì, perchè Luca De Filippo nasce sul palcoscenico e diventa attore di teatro già da bambino, a sette anni, con il personaggio di Peppeniello in Miseria e Nobiltà. Il suo debutto, e anche il suo trampolino di lancio per una carriera gloriosa, è il ruolo, all’età di 20 anni, di Luca Della Porta ne Il Figlio di Pulcinella. Da qui in poi tutta una serie di interpretazioni che lo hanno reso tra i più celebri registi e attori di teatro, come testimoniano anche le importanti onoreficenze e i premi ricevuti.

Ma il successo di Luca non deriva solo dalla figura paterna. Ciò che è diventato l’ha appreso, ovviamente, da lui. Chi mai, d’altronde, avrebbe potuto rifiutare il perfetto insegnamento di Eduardo? Ma essere un figlio d’arte non è stata una strada alternativa più facile da percorrere, un modo per approfittarsi del più grande. La gloria è venuta da sé e si è impadronita di diritto della sua persona perché ha intravisto in lui quell’unicità che ha contraddistinto il Maestro, e che poi è divenuta sua. E ciò è dimostrato anche dal fatto che tra la sua intensissima attività teatrale ritroviamo anche opere che non appartengono alla regia del padre. La sua compagnia fondata nel 1981 si confronta con tutti i grandi maestri della storia del teatro: da Molière a Pinter, a Beckett, da Scarpetta a Pirandello.

Luca ha saputo cogliere da Eduardo i tratti espressi con assoluta dedizione e impeccabile rappresentazione della Commedia, un’evidente simmetria che si percepisce ad ogni suo successo teatrale, una consistente eredità che ha saputo gestire nel migliore dei modi. Essere il figlio di uno dei massimi esponenti della cultura italiana del Novecento non è stato né un peso difficile da sostenere né una “raccomandazione” al mondo teatrale.

È forse l’appartenenza alla famiglia De Filippo che lo rende grande. La maestria e l’abilità del rappresentare l’arte sul palcoscenico, e non solo, sono peculiarità tipiche di questa dinastia: da Eduardo Scarpetta ai figli Vincenzo e Maria Scarpetta, al poeta Ernesto Murolo, da Eduardo (De Filippo) in arte Passarelli e il fratello Pasquale a Eduardo, Peppino e Titina De Filippo.

Luca De Filippo è il continuatore di questa meravigliosa espressione artistica così amata dal padre che ha trovato in lui un superbo successore; un destino drammaturgico di straordinaria intensità si è scelto da solo seguendo pedissequamente le orme del padre e rispettando la sua devozione e abnegazione che Eduardo racconta nel suo ultimo discorso al convegno di Taormina il 15 settembre 1984. Qui Eduardo, oltre che a raccontare la sua vita per il teatro,  esprime il suo amore per il figlio di cui mai pubblicamente ne aveva parlato e gli riferisce il suo “in bocca al lupo” nel mondo del teatro.

E chissà se ascoltando queste parole Luca ha voluto promettere a se stesso di non deluderlo, di omaggiare quel lavoro così intenso, di essere fedele e avere cura di ciò che era vita per il padre.

Ultime parole di Eduardo

Senza mio figlio forse io… scusate… me ne sarei andato all’altro mondo tanti anni fa. E io debbo a lui il resto della mia vita. Lui ha contraccambiato in pieno. Scusate se io faccio questo discorso e parlo di mio figlio. Non ne ho mai parlato. Si è presentato da sè, è venuto dalla gavetta, dal niente, sotto… il gelo delle mie abitudini teatrali. È stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! così si fa il teatro, così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato. Anche stasera mi batte il cuore, e continuerà a battere anche quando si sarà fermato.”

E il cuore di Eduardo ha continuato a battere appena si è fermato, e quella vita di sacrifici e di gelo non poteva essere ripagata meglio che con la figura di Luca De Filippo.

 

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