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Eroica Fenice

violenza

Centro Dafne al Cardarelli per le vittime di violenza

La violenza contro le donne è considerata una violazione dei diritti umani: è la violenza del genere femminile da parte del genere maschile che assume molteplici forme e sfaccettature. Esiste addirittura una spirale (qui, a destra) per indicare le varie fasi che le vittime son costrette a sopportare: dall’intimidazione al ricatto dei figli, la strada è lunga, tortuosa, insidiosa. E poi è un ciclo. Tutto ricomincia da capo (non a caso, la spirale è anche detta “ciclo della violenza”), fin quando la donna non trova la forza per ribellarsi, il che non è assolutamente facile.

Episodi così drammatici nell’esistenza di un individuo non possono che segnarlo per sempre.

Come rendere meno amara la vita: NO alla violenza

Era questo la vita: un sorso amaro” scriveva Umberto Saba. Un percorso dai sentieri ripidi, soprattutto se caratterizzato da traumi così intensi. Non a caso, la vittima di violenza sessuale e/o psicologica può sviluppare disturbi psichici e fisici, oltre che psicosomatici,  sia a breve che a lungo termine, collocabili all’interno di un range di gravità molto ampio.

Le donne che hanno subito più violenze dai partner nel corso della vita, nel 35,1% dei casi, hanno sofferto di depressione a seguito dei fatti subiti, perdita di fiducia e autostima (48,8%), sensazione d’impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti in diverse parti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%)”, spiega il Direttore del Dipartimento di Neuroscienze, A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano e Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP), Claudio Mencacci.

Proprio per far fronte a quegli scenari di solitudine e di perdita di sé stesse che troppo spesso caratterizzano le vite delle vittime, l’Ospedale Cardarelli di Napoli si inquadra come un polo di accoglienza e di assistenza femminile e minorile con la creazione del Centro Dafne-Codice Rosa, ubicato presso la stessa struttura ospedaliera, con personale qualificato che ha seguito corsi specializzati da oltre un anno per trattare le problematiche relative alla violenza di genere, in qualsiasi forma essa si manifesti.

Centro Dafne al Cardarelli

Il codice PR (percorso rosa) permetterà alla paziente di essere trasferita al piano terra del padiglione M nel rispetto assoluto della propria privacy e in totale protezione.

A regime – spiega il Direttore Generale del Cardarelli, Ciro Verdolivail ‘percorso rosa’ porterà all’introduzione di una speciale cartella clinica ‘blindata’ dove il verbale di pronto soccorso ed i dati clinici della paziente saranno consultabili solo dalla Direzione Sanitaria dell’ospedale e dalla responsabile di Pronto Soccorso“.

Il percorso rosa, quindi, accende un’altra luce. Perché sempre si dovrebbe accendere una luce. Una luce, in nome dell’umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. Una luce che, purtroppo, di recente, si spegne spesso troppo facilmente.

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