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Eroica Fenice

Di Matteo

Che Dio salvi Di Matteo!

Nino Di Matteo, magistrato che si occupa della Trattativa Stato-Mafia, è in enorme pericolo.

Antonino Di Matteo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Palermo, è oggi uno degli esempi più nitidi di legalità, giustizia e resistenza contro le continue minacce mafiose. Sì perché gli ordini di morte per Di Matteo sono passati da Riina a Matteo Messina Denaro fino a piccoli capimafia come Vito Galatolo, Vincenzo Graziano, Girolamo Biondino e Alessandro D’Ambrogio. Lo scorso 14 Novembre proprio Vito Galatolo è stato ascoltato dai pm delle procure di Caltanissetta, rivelando importanti informazioni sull’omicidio di Di Matteo. L’ordine di morte avvenne tramite pizzino da parte di Matteo Messina Denaro: il boss mafioso riteneva che il magistrato si stesse spingendo troppo oltre e non poteva continuare così. A quel punto subito scatta l’operazione “Di Matteo”. Si comincia con l’acquisto di 200 kg di tritolo in Calabria, di questi 200 kg solo la metà ha raggiunto il luogo prefissato: Palermo. Nino Di Matteo, però, non è solo in pericolo per il tritolo. Infatti, ultimamente, dopo alcune segnalazioni riguardanti un furgoncino bianco avvistato al circolo di tennis “TC2” di Palermo, frequentato sporadicamente dal magistrato, sono venute fuori altre interessanti rivelazioni. I ragazzini che prendono lezioni al “TC2” affermano tutti di aver visto persone armate e nei disegni, analizzati da esperti d’armi, è venuta fuori anche la presenza di mirini di precisione. La targa del furgoncino è, invece, collegata ad un uomo avvistato nei pressi di un casello autostradale con affianco il figlio di Totò Riina. Pura casualità?

Nel frattempo arrivano risposte chiare e concrete dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano che spazza via ogni dubbio con un: “Di Matteo è superprotetto”.  Come biasimarlo? In fondo venti ragazzini armati di racchette, zaini e polsini l’avrebbero fatta veder nera anche al più feroce degli jihadisti. Sul tritolo ovviamente non si esprime.

E nel silenzio dello Stato e dei giornali è arrivato nei  giorni scorsi uno schiaffo alla giustizia. Il Csm boccia la candidatura di Nino Di Matteo alla Dna. Una notizia che fa riflettere ma soprattutto che lascia milioni di perché. Non è adatto Di Matteo? Lui, che si occupa della Trattativa che c’è stata tra lo Stato e Cosa Nostra, non è degno di occupare una posizione di rilievo nell’ambito della giustizia e dell’antimafia?

Alla luce di questi fatti forse Di Matteo aveva proprio ragione quando alla Feltrinelli di Firenze affermava: “Dai tempi di Falcone e Borsellino sono cambiate molte cose ma in peggio.”

Di Matteo è in pericolo, già, e non solo perché il tritolo che deve farlo saltare in aria è già a Palermo, non solo per i furgoncini e per le armi, il magistrato è in pericolo, oggi più che mai, per l’indifferenza dell’attuale classe politica, dei principali organi di giustizia e di un’informazione muta e sorda. Non ci resta che dire: Dio salvi Di Matteo. O Dio o noi.

Dio salvi Di Matteo.