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Eroica Fenice

La chiusura delle librerie storiche napoletane

Da qualche anno, con la crisi del settore dell’editoria italiana sempre più acuta progressivamente una morsa a più tenaglie sembra aver afferrato il cuore pulsante del tessuto culturale napoletano, vale a dire le storiche librerie della nostra città che punteggiavano con i loro punti vendita i vari quartieri di Partenope. Ultimo in ordine di tempo ma non di importanza è l’annuncio di un’altra tra le storiche librerie, Guida a Portalba, meta da anni e anni di studenti e cultori di libri antichi, dove nella Saletta Rossa si aveva il privilegio di incontrare scrittori e grandi artisti.

Quante librerie hanno chiuso a Napoli per la crisi?

A dare il via a questa triste trafila di serrande abbassate in modo brusco e definitivo fu la chiusura della storica libreria Marotta a fine marzo 2012, seguita  punto vendita Mondadori in piazza Trieste e Trento alla fine dello stesso mese. Sebbene si trattase di un progetto ambizioso, il motivo della chiusura del franchising della Mondadori sembrerebbe avere avuto una dinamica tutta interiore, provocata da una mala gestione del capitale librario e non solo presente all’interno di quel punto vendita.Ma non ci sono solo stati poco accorte stime sulla vendita di libri e gestione dei punti vendita a far chiudere così a macchia di leopardo quasi tutte le librerie presenti in città: un’altra spina nel fianco sono stati i costi sempre più onerosi per sostenere le spese dell’affitto dei locali. Nel frattempo si paventa anche la chiusura del megastore della Fnac al Vomero:  tra cassintegrazione e temporanea sospensione dell’attività causa inventario , con una petizione online e l’intervento del comitato promotore dei volori cocllinari gestito da  Genanro Capodanno, la chiusura definitiva sembra per il momento essere stata evitata.

La chiusura delle librerie Guida a Napoli.

Per una libreria vomerese salvata purtroppo dopo poco tempo ne vien chiusa definitivamente un’altra: la storica Guida a via Merliani, fiore all’occhiello del quartiere collinare e punto di ritrovo culturale. alla fine del gennaio del 2012, a causa delle risschieste tropo esose per il rinnovo del contratto di fitto dei locali, il gestore non se l’è sentita di continuare nel proseguio dell’attività che conduceva da ben oltre 40 anni: uno schiaffo alla cultura della città, nemmeno lenito dalla petizione dei concittadini che ne richiedevano la prosecuzione dell’attività. Nonostante le rassicurazioni, le chiusure delle librerie Guida proseguono in modo incessante durante tutto quest’ultimo arco di tempo: a San Domenico Maggiore, la libreria Guida non resiste all’assalto dei fitti alti, e chiude anch’essa, creando un vuoto tra tutti coloro che la consideravano un punto di riferiemento per i testi del panorama universitario.  Del resto al chiusura del punto vendita di San Domenico è stata ben orchestrata grazie a un vincolo architettonico dello stesso locale , che ne ha impedito il rientro dalla forte cifra cui la libreria si era esposta, rendendo inevitabile dal fallimento. E infine in questi ultimi giorni ha fatto trasecolare la notizia della fine anche di Guida Portalba:  con rammarico, l’annuncio è stato dato dal patron della libreria, Luigi Guida che ha sottolineato  come le banche non hanno intenzione di attender ulteriormente il reintegro degli scoperti, pari a quattro milioni di euro. Tuttavia una soluzione ci sarebbe: vendere gli immobili dei locali, del valore stiamto di otto milioni di euro. E purtroppo ecco la nota dolente: i locali in questione sono beni vincolati  dalla soprintendenza in quanto dichiarati nel 1983 patrimonio dello Stato:  anche se si sono finalmente mosse le istituzioni con un delibera da parte del Comune di Napoli e della Regione Campania,  volto a tutelare tutte le botteghe storiche di Napoli. Anche su internet non si contano gli appelli online per scongiurare la definitiva chiusura di Guida Portalba. Staremo a vedere se si giungerà a una soluzione o vedremo un’altra saracinesca abbassata su un pezzo della cultura napoletana.

Colpita dalla crisi anche la libreria Loffredo al Vomero.

Anche la storica libreria Loffredo con sede in via Kerbaker al Vomero, traslocherà in una nuova sede, non potendo più sostenere il costo del fitto dei locali con vetrine presso la galleria Vanvitelli. Per fortuna il trasferimento avverrà in un altro spazio ma sempre nel quartiere collinare e l’amministratore delegato Giovanni Loffredo ha rassicurato che “nonostante la difficile congiuntura il momento di crisi sarà superato e i posti di lavoro salvaguardati”. l’attività della più antica casa editrice italiana quindi proseguirà in altra sede, tutelando sia i lavoratori che i clienti di un marchio editoriale storico.

Tuttavia la chiusura di tutte o quasi le librerie storiche di Napoli è un sintomo da non trascurare: non si tratta solo della crisi che attraversa il nostro Paese e in particolare la nostra città, perchè a farne le spese è la cultura partenopea, un campanello d’allarme che i nostri politici farebbero bene a non prendere sottogamba.

(credit photo: esp)

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