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Eroica Fenice

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I clochard e la nostra società

In queste notti fredde e gelide d’inverno il pensiero va a chi una coperta in più per scaldarsi non ce l’ha. Parliamo dei clochard, della loro sconosciuta storia, dei loro volti noti eppure dimenticati, della loro presenza-assenza nelle nostre strade, dei loro corpi stesi davanti alle imponenti chiese.

Si sente spesso parlare dei senzatetto come di un problema della società ma è la società il problema dei senzatetto.

A Padova un mese fa un clochard che dormiva per terra è stato multato: 100 euro la contravvenzione elevata dai carabinieri contro l’uomo. Costui, ex- dipendente di una ditta di illuminazione, una volta perso il lavoro e non essendo riuscito a trovarne un altro, ha commesso il “reato”, secondo il regolamento di polizia urbana, di dormire per strada con cartoni e coperte.

Infliggere una multa ad un senzatetto equivale a mortificare la dignità di questi uomini che dalla vita non hanno ricevuto nulla oppure hanno conosciuto fin troppo. Multare un nullatenente e senza dimora è inoltre un gesto privo di qualsiasi logica.

L’episodio ha determinato certamente polemiche, suscitato indignazione, e qualche persona si è offerta di pagare questa multa.

Ma quello di Padova non è un caso isolato.  Queste persone sono sotto i nostri sguardi continuamente, nelle strade che quotidianamente percorriamo nel centro storico di Napoli.  A volte i nostri occhi sembrano essersi abituate alla presenza dei loro corpi inermi, altre volte voltiamo lo sguardo dall’altra parte. Ma l’altra parte non esiste.

Martin Luther King diceva : “Più che per la repressione, soffro per il silenzio del mondo.”

Cerchiamo di divenire sempre più persone che rompono quel silenzio.

Nei giorni di freddo intenso tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo l’azienda napoletana mobilità e l’assessorato alle Politiche sociali hanno deciso di tenere aperte le stazioni metro Museo e Vanvitelli, per permettere ai senzatetto di ripararsi dalle basse temperature.

E ancora, recente è la notizia delle docce installate nel Vaticano, sotto al colonnato del Bernini, volute da Papa Bergoglio e che i clochard potranno utilizzare tutti i giorni (escluso il mercoledì, giornata di udienza generale del Papa). Accanto a questo atto meraviglioso, come viene definito da un senzatetto in questo video, vi sarà anche il servizio offerto da barbieri e parrucchieri volontari. 

Facciamo in modo che questi episodi di solidarietà non siano isolati ma che diventino la nostra quotidianità.

Il lavoro dell’unità mobile,dei volontari e delle parrocchie è importantissimo. Incontrare queste persone, seguirle, cercare di inserirle in qualche struttura è il minimo che la società dovrebbe garantire alla vita di ciascun uomo.

Già, società: dal latino societas, derivante dal sostantivo socius cioè “compagno, amico, alleato“.

I volontari della Croce Rossa Italiana di Napoli ogni giorno aiutano i clochard ed ogni notte li raggiungono in giro per distribuire loro beni di vario genere. Se anche voi volete partecipare a quest’attività, visitate il loro sito  per maggiori informazioni.

 

 

 

I clochard e la nostra società.