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Eroica Fenice

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Embargo Cuba, mangiamoci su!

Cuba, anno duemilaquindici. Immaginate di passeggiare per le sue strade ad ora di pranzo sotto un sole bollente; voi, turisti occidentalizzati in tutto e per tutto, cominciate a dare ascolto al vostro stomaco, cominciate a sentire l’odore del fast food, il chiacchiericcio dei clienti affamati in coda alla cassa ed ecco che, tra stomaco e cervello, il desiderio si concretizza nell’immagine di un gran panino con hamburger e di un bel bicchierone di Coca Cola con ghiaccio, rigorosamente alla spina.

Subito dopo realizzate di non poter realizzare il desiderio delle vostre viscere per il fatto stesso di essere sotto il sole di Cuba, ultimo baluardo del socialismo comunista, e così, un po’ demoralizzati, vi accontentate di mangiare il famoso “piatto tipico”.

Sì, perché a Cuba anche l’alimentazione è soggetta alla politica. Sull’isola, infatti, non troverete prodotti, di qualsivoglia natura, di stampo capitalistico a causa della guerra economica tra governo cubano e Stati Uniti d’America. Ancora dopo più di cinquant’anni, esattamente dal 1960, dura l’embargo, quel provvedimento cioè, che impedisce l’importazione di prodotti ed idee provenienti dall’America del Nord, quella economicamente e tecnologicamente avanti, per intenderci.

Eppure, qualcosa sembra stia per cambiare.           

Embargo Cuba e Mc Donald’s

Nonostante lo storico conflitto tra i due governi, Alex Castro, figlio cinquantaduenne del ben famoso “lider primero” Fidel, lascia intendere, in una serie di interviste, di voler prendere in considerazione l’idea di aprirsi, finalmente, a qualche aspetto dell’Occidente, nella fattispecie di Big Mac e bibite gasate.

Avete sentito bene: l’obiettivo che tanti anni di trattative e di proteste non sono riusciti a perseguire, sarà, con buone probabilità, servito sul vassoio di plastica delle società capitaliste per eccellenza, Mc Donald’s e Coca Cola.

E noi che credevamo che la grandi questioni internazionali si dovessero discutere intorno ad un tavolo, sì, ma di trattative. Poveri illusi: il tavolo c’è, ma per essere imbandito con cibi poco salutari e l’unico piccolo scotto da pagare da parte degli Stati Uniti sarà la fine dell’embargo e la cessione della sovranità di Guantanamo al governo cubano.

Come altri avrebbe detto in altri tempi, Guantanamo varrà bene un Big Mac!

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