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Eroica Fenice

Emergenza freddo a Napoli, l’ex Opg apre ai senzatetto

Emergenza freddo a Napoli, l’ex Opg apre ai senzatetto

Porte aperte per i senzatetto.

È quanto si legge in un comunicato stampa apparso ieri sulla pagina facebook dell’ ex Opg Occupato – Je so’ pazzo, spazio liberato nel cuore del quartiere Materdei di Napoli, che da anni si distingue per il suo impegno sociale al servizio dell’intera comunità.

Mentre la Protezione Civile della Regione Campania proroga l’avviso di avverse condizioni meteo per termometro sotto zero, neve e gelate, cresce la preoccupazione per le fasce più deboli della popolazione, specie quelle che versano in condizioni di assoluta povertà. Ma il vero dramma di questa impietosa emergenza freddo coinvolge direttamente soprattutto coloro che, senza fissa dimora, sono costretti a vivere per strada, a trascorrere le lunghe notti invernali esposti al gelo, alle intemperie e purtroppo troppo spesso anche all’indifferenza.

Una parola, indifferenza, che l’ex Opg Occupato ha ampiamente dimostrato nel tempo di non conoscere.

Sin da quando lo spazio vuoto e abbandonato al degrado dell’ospedale psichiatrico è stato liberato, sia il quartiere Materdei sia l’intera città di Napoli hanno ritrovato nell’ex Opg non solo la dimensione ideale in cui solidarietà e condivisione sono alla base  della lotta all’individualismo e all’ingiustizia sociale. Ma anche l’alternativa possibile e concreta a un universo distopico, dominato dalla precarietà, dalle diseguaglianze, dalle discriminazioni che hanno reso il tessuto sociale estremamente sottile.

Laddove lo strappo sembrava inevitabile, gli attivisti dell’ex Opg occupato hanno ricucito le trame di una narrazione che è iniziata nei confini ristretti della realtà di quartiere, ed è proseguita imperterrita tramite tavoli, assemblee aperte, spazi ricreativi, sportelli medici e assistenziali di ogni genere, laboratori, tornei, mostre e concerti, il tutto nella più totale gratuità.

E oggi, quegli stessi attivisti, giovani, studenti, lavoratori e semplici volontari, hanno deciso in nome del bene comune di scrivere un nuovo capitolo di questa storia di passione e resistenza.

Porte aperte per i senzatetto: l’appello alla solidarietà dell’ex Opg Occupato per l’emergenza freddo

«Con preghiera di condivisione»: così si legge all’inizio del comunicato dell’ex Opg Occupato, riportato non solo sui social network, ma anche sul sito ufficiale. L’appello, infatti, si rivolge a tutti coloro che vogliano contribuire a questa iniziativa.

Dalle 17 di lunedì 8 gennaio, presso la Casa del Popolo all’incrocio tra via Salvator Rosa e via Renato Matteo Imbriani, è stato attivato un punto di raccolta di beni di prima necessità: coperte, farmaci, prodotti per l’igiene personale, ma anche stufe, reti, materassi.

Insomma, qualunque cosa che possa servire per rendere più confortevoli ed ospitali gli spazi della struttura durante le ore notturne.

«Lo ammettiamo: il nostro posto non è per nulla adeguato per ospitare, come meriterebbero, queste persone. Non abbiamo né reti né materassi, né i servizi per accogliere questi esseri umani. Ma di fronte alla prospettiva di notti gelide per strada, di fronte all’immobilismo di soggetti ben più grossi e qualificati di noi, non possiamo restare indifferenti», si legge a tal proposito nel lungo post su Facebook dell’ex Opg, già cliccato e condiviso da oltre un migliaio di utenti. Un dato da non sottovalutare, visto e considerato che Napoli è uno dei luoghi in prima linea per quel che riguarda solidarietà e accoglienza.

Nonostante, a fronte dell’emergenza meteo le amministrazioni locali si stiano attivando per lasciare aperte le stazioni anche durante la notte, i pochi dormitori disponibili sono ormai pieni e i provvedimenti risultano purtroppo insufficienti.

Solo a Napoli «la popolazione di senzatetto è stimata intorno alle 1500 unità» e «ben otto di loro sono morti nelle ultime ore, di cui due proprio in Campania», fa sapere ancora l’ex Opg Occupato, aggiungendo che proprio per questa ragione «dalle 20 di lunedì (9 Gennaio, nb)  fino alla fine dell’emergenza freddo apriremo ogni sera le nostre porte ai senza tetto».

Se già la morte di S.H., il 58enne di origini indiane deceduto a causa del freddo nelle strade di Aversa, ha inaugurato macabramente la lista dei morti uccisi dal gelo e dalla mancanza di un posto dove ripararsi, è difficile dimenticarsi di Angelo Lanzaro, l’uomo di 43 anni senza fissa dimora, sulla cui morte la Procura di Avellino ha aperto un’inchiesta proprio nelle scorse ore.

E se i luoghi fisici dell’accoglienza sono indispensabili, altrettanto lo sono quelli “astratti”, quelli fatti non solo di oggetti, ma di presenze, di persone, di «compagnia e di calore umano, perché è innanzitutto l’indifferenza e il rifiuto a uccidere queste persone», scrive infine l’ex Opg, a conclusione di un invito che, siamo certi, la città di Napoli non declinerà.

Come sempre, del resto.