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Eroica Fenice

EXPO: son tutti volontari (o quasi)

EXPODal primo maggio al 31 ottobre 2015 Milano ospiterà il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione tanto atteso, e probabilmente, tanto sofferto. L’evento sarà la vetrina dei paesi che vogliono mostrare e dimostrare il meglio delle proprie tecnologie, per assicurare cibo sano e sicuro per tutta la popolazione mondiale.

Mettendo da parte la questione in sè e la natura dell’evento, l’EXPO, fino a qualche mese fa, sembrava poter dare a molti giovani la possibilità di lavorare e allo stesso modo di fare un’esperienza pari a poche.

Ma così non sarà. Ormai è chiaro che la maggior parte dei 20.000 lavoratori impegnati in quei giorni saranno volontari.

L’ente EXPO, infatti, le imprese e tutte le istituzioni coinvolte hanno concordato con CGIL, CISL e UIL che gran parte di coloro che permetteranno alla Fiera di esistere lo faranno gratuitamente. Per l’esattezza circa 800 persone lavoreranno con contratti a termine, di apprendistato, da stagista, che garantiranno loro una retribuzione dai 400 ai 500 euro mensili. Ma questi 800 lavoratori possono dirsi fortunati se confrontati agli altri che avranno un orario di lavoro severo, turni rigidi e tutto rigorosamente senza alcun tipo di retribuzione.

Verranno, quindi, considerati volontari e come tali riceveranno solamente dei buoni pasto quotidiani.

Ma quei ventimila posti di lavoro che magicamente doveva creare l’evento dove sono?

Quando l’accordo di lavoro gratuito è stato sottoscritto, al governo era in carica Letta che, con orgoglio, ci teneva a specificare che questo era un buon modello per il paese. Con l’arrivo di Renzi, che ha sempre inneggiato alla rottamazione e al ‘largo ai giovani’, ha lasciato tutto così com’era. Gli unici a dirsi contrari sono stati i grillini. Ormai sembra quasi un clichè.

Può un evento, che ha come scopo quello di assicurare cibo e vita a tutti, nascere, crescere, vivere e morire solo grazie a persone che lo faranno senza avere un giusto compenso?

L’evento EXPO, sin da subito, ha avuto vita difficile e tormentata ed è lo specchio, purtroppo anche degli aspetti peggiori, del nostro Paese. La questione degli appalti sospetti, dei lavori che non sono mai stati al passo con i tempi, come avrebbe dovuto essere, forse era solo l’inizio.

Un amaro inizio che verrà addolcito dalla indubbia ricchezza della manifestazione, dal gran numero dei paesi coinvolti, con la soddisfazione, se pur gratuita, di chi, ci ha messo davvero il cuore.

-EXPO: son tutti volontari (o quasi)-

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