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Eroica Fenice

Facing: NO agli attacchi con l’acido e la violenza sulle donne

Il liquido sembra bollire mentre scivola sulla superficie di metallo e l’aggredisce, la trasforma, la divora. I ragazzi che usano l’acido sono protetti da tute, guanti e maschere: «Tre gocce mi sono cadute sul polso. Ho messo il braccio sotto l’acqua, bruciava. E bruciava ancora di più pensando a quando non sono gocce ma è un getto, non è un polso ma sono gli occhi e la bocca. Il viso di una donna».

Queste sono le parole di Erik Ravelo, artista cubano nato a L’Avana nel 1979 ed ideatore di “Facing”, un progetto artistico realizzato dall’area Social Engagement Campaigns di Fabrica, un centro di ricerca sulla comunicazione visiva di Benetton Group, fondato nel 1994 e con sede a Catena di Villorba, un paese appena fuori Treviso.

Il progetto è stato lanciato lo scorso novembre come parte della campagna di comunicazione United Colors of Benetton in occasione della Giornata Mondiale delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne ed è nato grazie al lavoro, durato circa un mese, di 25 giovani artisti provenienti da vari Paesi del mondo che hanno ideato ritratti di donne su grandi lastre di metallo tramite l’azione corrosiva dell’acido, lo stesso acido di cui sono  vittime –  in India – cinque donne a settimana ed oltre mille all’anno, alle quali non sono assicurati sussidi governativi di nessun tipo. Per di più, senza l’attenzione dei media, molte tra le vittime più povere non sarebbero capaci  né di sostenere le spese mediche né di richiedere l’applicazione della giustizia. In compenso, l’acido costa solo 30 rupie (poco più di 45 centesimi in euro), un prezzo che sicuramente agevola gli attacchi da parte degli attentatori  che di rado vengono puniti e quando accade le pene sono misere.

In questo contesto s’inserisce “Facing” a sostegno di Smile again fvg, un’organizzazione no profit italiana fondata nel 2003 che si occupa di interventi di chirurgia ricostruttiva, sostegno psicologico e reinserimento sociale delle vittime che hanno subito attacchi con l’acido.

I ritratti sono ispirati alla storia di Iram Saeed, una giovane attivista pakistana che nel 1996, dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio, venne aggredita con l’acido. A seguito dell’attacco, perse l’occhio destro e da allora ha dovuto sottoporsi a ben 25 interventi chirurgici. Oggi lavora presso l’Università islamica di Islamabad ed ha partecipato al progetto dopo essere entrata in contatto con gli artisti di Fabrica tramite Smile again fvg.

Nel corrente mese, il video che descrive la nascita e l’evoluzione di “Facing” è  stato inserito nella settimanale top  5  del sito AdForum.com, information provider leader a livello mondiale focalizzato sul mondo dell’advertising e della comunicazione.

Facing:NO agli attacchi con l’acido e la violenza sulle donne

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