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Eroica Fenice

ex Asilo Filangieri

Fatti un cinema: un crowdfunding per l’ex Asilo Filangieri

Quando Francois Truffaut aveva detto che l’arte del cinema si realizza “attraverso un tradimento altamente organizzato della realtà”, non aveva immaginato che molti decenni dopo l’industria cinematografica avrebbe prediletto perlopiù pellicole che, invece della realtà, tradiscono il sincero desiderio di emozionarsi, malgrado la diffusa superficialità dei tempi. Sempre di meno sono le sale cinematografiche che disobbediscono volontariamente alle leggi del marketing e che identificano nella proiezione un momento di raccoglimento, testimone di quel dialogo intimista e impagabile tra l’artista e il suo pubblico. Come se fosse possibile barattare gli incassi al botteghino col genuino  batticuore che accompagna lo scorrere dei titoli di coda sul grande schermo.

L’ex Asilo Filangieri ripercorre, in questo senso, la tortuosa parabola di svincolare la bellezza dai fabbricanti di finzioni, dai sentimenti usa e getta, dai rulli compressori del profitto che troppo spesso la mortificano. E ripropone ancora una volta la ricetta collaudata e vincente di restituire a Napoli una dimensione dell’arte spesso trascurata, al riparo nelle nicchie, nelle trincee d’avanguardia e nelle note a margine, sbrindellata dal tritacarne delle strategie di mercato, ricomponendola e offrendola nella sua interezza al ventre più autentico della città.

“Fatti un cinema” è questo e tanto altro. Non solo un’iniziativa tesa a diffondere la tradizione del cinema come occasione di dibattito, di critica e di autocritica, ma soprattutto un invito indiscriminato all’intera comunità partenopea a costruire uno spazio condiviso, in cui la pellicola diventa protagonista assoluta della storia incompiuta di un intero secolo.

Il Cinema * dell’ex Asilo Filangieri: tra tradizione e innovazione

Sul suo sito ufficiale, l’ex Asilo Filangieri spiega che il Cinema: “sarà una sala cinematografica permanente, sempre aperta al pubblico, che avrà sede tra le mura della Cappella dell’ex Asilo Filangieri di Napoli. Un sogno che si concretizza, che prende forma giorno dopo giorno, grazie all’organizzazione di una raccolta fondi, tuttora in corso e che si concluderà il prossimo 15 Gennaio”.

“Crediamo che Napoli sia orfana di uno spazio dedicato in cui sia possibile vedere tutti i giorni film di ogni genere: dai classici ai documentari, dai lavori sperimentali a quelli di giovani autori e ad opere cinematografiche fuori dalle tradizionali logiche di mercato e di distribuzione. La sala cinematografica dell’Asilo sarà uno spazio aperto al confronto, alle proposte e alle discussioni tra chi ama il cinema e chi ha voglia di scoprirne tutta la magia”, si legge sulla stessa pagina che ospita il crowdfunding, dove è possibile cliccare sull’apposito banner e procedere con la donazione di una somma a piacere, scegliendo tra i vari metodi di pagamento disponibili.

Una volta poi che la raccolta si sarà definitivamente conclusa sarà dato il via ai lavori che, in un periodo di tempo stimato di cinque mesi,  permetteranno alla sala e agli spettatori di vedere finalmente accesa la luce del proiettore.

Il Cinema dell’Asilo Filangieri non è solo un sogno che diventa realtà o un semplice progetto per dotare la città di Napoli di un nuovo “cinema”. Piuttosto, è l’esito naturale, l’epilogo applaudito e ideale di una narrazione che ha inizio il 2 marzo 2012, quando un gruppo di  artisti, studenti, operatori e lavoratori del settore culturale ha occupato uno spazio tuttora centro di gravità dell’esperienza artistica, politica e sociale dei liberi cittadini. Cittadini che hanno scelto consapevolmente l’autogoverno alle lusinghe degli interessi personali, delle privatizzazioni e di quei rocamboleschi giochi di potere che coinvolgono sempre più spesso anche l’arte e i suoi surrogati, dalla libertà d’espressione alla stessa indomita volontà di riscatto e di autodeterminazione.

Non importa se c’è chi storcerà il naso.

Napoli è stata e resta un simbolo del cosiddetto movimento Occupy, coi suoi trenta spazi liberati di cui otto sono già stati riconosciuti come beni comuni della città. Il primato, però, spetta senz’altro all’ex Asilo Filangieri, riconosciuto tale da una delibera del Novembre 2015.

Trascendendo il senso dello stesso istituto giuridico dell’uso civico, l’Asilo Filangieri attraverso tavoli, assemblee ed eventi mirati al coinvolgimento diretto della popolazione, si riconferma una realtà composita, pulsante, viva, dinamica, proprio come i famosi 24 fotogrammi che, fatti scorrere alla velocità di un solo secondo, hanno dato vita a quell’invenzione chiamata cinema.