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Eroica Fenice

Foqus, il labirinto fatto di vie d'uscita

Foqus, il labirinto fatto di vie d’uscita

Ieri Foqus ha aperto le porte per lasciarsi conoscere da tutti. Fondazione insediatasi due anni fa nell’ex convento di Montecalvario, nei suoi mille metri quadri, Foqus di porte ne ha molte. Ad esplorarla ci si perde, con la serenità di chi si sta ritrovando in un labirinto fatto di vie d’uscita.

Al centro del cortile, messaggio a salutare chi entra e pure chi esce, si innalza l’installazione di Mimmo Paladino, eclettico e multiforme protagonista della Transavanguardia italiana. Scultura sonora, obelisco moderno fatto di numeri, inno ad un linguaggio semplice che indaga il segno antropologico in apotropaici stilemi sintetici che dal cielo, dal mare, vengono. O vanno.
Una catena di numeri colorata dai ragazzi di ARGO, progetto di abilitazione rivolto a giovani con disabilità che, a chi si perde nei calcoli, da sola dice “Ho perso il conto”. Moderni argonauti saliti sulla solida nave di Foqus, “perché nessuno presso la madre restasse in disparte a marcire lontano dai rischi della vita, ma trovasse con gli altri coetanei […] il miglior elisir del suo valore”.

 

Foqus e LiberEtà, lo spazio per riprendersi il proprio tempo

I Quartieri Spagnoli sono un luogo difficile e meraviglioso, un microcosmo chiuso in se stesso, la cui entropia nasce dalla multiculturalità, dalla vitalità, dalla verità della miseria, dal malinconico disinganno, dai panni nel cielo dei vicarielli. Ce lo ricorda Uliana Guarnaccia, dell’Università delle LiberEtà di Napoli, una cooperativa al femminile insediatasi nel grembo del progetto Foqus che, con inventiva e ambizione offre corsi e laboratori a tutti. Dall’insegnamento delle lingue, al Rio Abierto, passando per le corde della sapiente chitarra di Massimo Ferrante in un corso che narra i canti del Mediterraneo, camminando il cammino dell’attore con Roberto Errigo, la creatività sagace e accorta dell’Accademia delle belle arti di Napoli e molto altro. Per l’appunto, si perde il conto.

A Napoli si invecchia prima, perchè essere vivi è una fatica.
Ma la compartecipazione, il credere che questa realtà particolare, particolare in tutti i sensi, possa risollevarsi, dare lo spazio a questa speranza potrà, certamente, nel tempo, divenire solido approdo ad una vita migliore per tutti. È il senso di questo spazio, del tempo impiegatoci dalle persone che con tenacia ci lavorano da due anni, è il senso dello slancio azzurro dell’opera di Paladino. Perchè Napoli è nata dallo strazio d’amore di una sirena e nelle sue vene scorre sangue blu, non a monito di nobiltà, ma di libertà, storia infinita dei flussi del mare, delle onde: poiché “tutto è azzurro a Napoli, anche la malinconia è azzurra”.

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