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Velella Velella

Invasione di Velella Velella, le meduse blu

Negli ultimi anni si è parlato spesso di un aumento delle meduse nei mari italiani ma quello che si sta presentando negli ultimi giorni sotto gli occhi degli abitanti e dei turisti di diverse località costiere del golfo è senza dubbio uno spettacolo straordinario.

Un’invasione di piccole meduse blu, note come “Velella, Velella” o “Barchetta di San Pietro”. Il nome deriva dal latino-velum poiché gli esemplari, di circa 3 o 7 centimetri, che si sviluppano nel Mediterraneo, sono sormontati da una cresta verticale, molto simile alla vela di un piccolo scafo, e che permette alle meduse di galleggiare sulla superficie dell’acqua sospinte dal vento.

Le Velella Velella presentano organelli urticanti che però, fortunatamente, non hanno potere tossico sugli esseri umani ma solo sulle loro prede. Nonostante ciò questa particolare invasione causa una serie incresciosa di problematiche ed è il campanello d’allarme di questioni più gravi. La presenza di questa specie è infatti legata alle aree che presentano un alto impatto antropico: pesca eccessiva, riscaldamento delle acque e inquinamento creano infatti l’ambiente ideale per la riproduzione delle Velella.

Velella Velella, le cause dell’invasione

In particolar modo è la pesca indiscriminata, soprattutto quella illegale di tonni e pescespada, a causare l’aumento di questa specie poiché determina una riduzione dei predatori che si cibano di queste meduse. Ulteriore conseguenza sull’ecosistema marino è determinata dal fatto che, come sottolineato da uno studio condotto dal “Virginia Institute of Marine Science”, le Velella Velella sono voraci predatori e colpiscono la catena alimentare sottraendo plancton che sarebbe altrimenti mangiato dai pesci, trasformandolo in una biomassa gelatinosa che non è consumata dagli altri esseri viventi acquatici. Infine un ulteriore sviluppo negativo riguarda il fatto che sul fondo del mare i batteri che degradano le carcasse degli animali preferiscono utilizzare per la respirazione il carbonio delle meduse e questa anidride carbonica è responsabile dell’aumento dell’acidità degli oceani minacciando specie quali i coralli.

Quest’anno potremmo ritrovarci a camminare su un tappeto blu di meduse per poter fare il bagno.

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