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Eroica Fenice

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Jobs Act: postille alla rosa dei nomi

(Jobs, plurale di job: lavoro, occupazione. Act:?) Perché una legge della Repubblica Italiana porta un nome inglese? Un nostro inviato ha condotto un’inchiesta con esiti sorprendenti.

Ecco le ragioni della protorivoluzione culturale italiana (da qui in avanti PCI):

Per ragioni di marketing pubblicitario. Essendo morto da poco Steve Jobs, l’ultimo illustre riferimento della new left (notare che la sopra citata PCI ha già esteso il proprio dominio al permeabile terreno lessicale di chi vi scrive, da qui in avanti PCI in fabula), il suo cognome si attestava al momento dell’estensione della legge come la parola più presente in rete. Dare questo nome ad una legge significava renderla di tendenza, oltre che porgere omaggio a questo miliardario della sinistra ipertecnologica (da qui in avanti MSI, indessicale).

Per una questione di cinefilia. Pare accertato da fonti riservate che Alessandro Baricco sia il più influente ghost writer (PCI in fabula) della squadra del Presidente del Consiglio (da qui in avanti s.Pre.Co.). Egli è per sua stessa ammissione un grande appassionato di cinema. Basta fare due più due. Jobs act sembra proprio un riferimento esplicito al cinema americano di genere: Act of valor, The act of killing, The italian job, solo per citare i più famosi.

Per una questione generazionale. La s.Pre.Co. voleva che la legge parlasse ad un pubblico diverso, giovane, attento alle tematiche giovanili e ad avere una vita giovane. Da qui il richiamo all’ultimo album dei One Direction: Act my Age.

Per una questione filologica. La parola act è stata introdotta in politica da Enrico VIII nel 1534. Con il celebre Act of Supremacy il parlamento attribuiva al sovrano il titolo di capo della Chiesa d’Inghilterra. La s.Pre.Co. ha voluto instillare nel background (PCI in fabula) della politica italiana un sano spirito anglosassone, tanto nella lingua quanto nella filosofia politica: restituire act alla sua accezione storica originaria, di epoca Tudor: il voluttuoso gesto di affermare l’autorità di un monarca assoluto. Parrebbe dunque che la s.Pre.Co. abbia voluto indicare la direzione della riforma della Costituzione prossima ventura.

Per ragioni di sponsorizzazione. La nostra inchiesta ha fatto emergere accordi inconfessabili: la ditta farmaceutica che commercializza il noto farmaco Moment avrebbe sottoscritto un contratto di sponsorizzazione con il governo italiano per l’anno legislativo 2014-2015. Unica clausola: intestare ogni legge ad una variante del proprio prodotto (Moment Act).

 

Post Scriptum [PCI in stand-by (PCI in fabula)].

Speriamo con quest’articolo di non aver pagato un tributo eccessivo alla fascinazione che esercita su di noi una tale dimostrazione di scienza e cultura da parte del nostro governo. Non vorremmo aggiungerci al coro di giubilo per quest’uomo brillante, che parla le lingue, e tanto scaltramente si destreggia tra le pieghe della politica e quelle del linguaggio, senza mancare un colpo, come un cacciatore implacabile: non a caso si dice che Matteo Renzi sia  arciere di destrezza straordinaria (da qui in avanti Ma.Re.A.diDe.Stra.).

-Jobs Act: postille alla rosa dei nomi-

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