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Eroica Fenice

La Costituzione negata

Gli articoli 48-51-117 della Costituzione Italiana regolano il diritto di voto. In particolare, l’articolo 48 comma 2 afferma:

“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un dovere civico.” (A)

Provate, adesso, a ripeterlo in silenzio. Provate a pensare di non appartenere a nessuna bandiera politica. Ed infine, provate ad immaginare che un giorno vi dicano:

“Non puoi votare.” (B)

Ci sarà qualcosa che vi sembrerà strano, che suonerà stonato e stridente:

(A) è stato detto da un’Assemblea Costituente

(B) è stato detto da un Consiglio dei Ministri

(A) sancisce un dovere del cittadino

(B) lo nega

(A) istituisce una democrazia

(B) ne è la sua morte

Cerchiamo almeno di essere onesti: lo studente all’estero non è una novità, la sua votazione nemmeno tanto che la Legge n°459/2001 ne ha regolato l’esercizio. È, quindi, spontaneo chiedersi cosa sia successo.

Il Consiglio dei Ministri ha parlato di “difficoltà insuperabili di tempo, di praticabilità e, soprattutto, di costituzionalità nel selezionare unicamente gli studenti Erasmus, escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all’estero per ragioni di studio, ma senza una borsa Erasmus”. Quindi, semplificando ma senza allontanarci troppo dalla realtà: hanno approssimato…per difetto?!

In un’Italia europea sempre più trafficata si è pensato che la nostra politica potesse far a meno di 25 mila studenti che hanno diritto di voto. La nostra Italia può fare a meno di 25 mila studenti che hanno aperto la loro esperienza oltre i nostri confini. Ma siamo sicuri che quest’Italia può realmente fare a meno di questi giovani?

Per darvi un’idea di quanti ne sono possiamo dire che riempirebbero un terzo dello Stadio San Paolo. Ecco, pensate alla partita Napoli-Juventus con la curva B vuota!

Mi sento usurpata. Ogni cittadino dovrebbe sentirsi saccheggiato. L’Italia è offesa.

Non è un punto obbligatorio votare, non è sanzionabile. Semplifico: se a febbraio non andassi a votare non mi arriverebbe la multa a casa per divieto di sosta.

Votare è un dovere civico. Un obbligo morale, appunto. E vogliamo dover dare un prezzo alla nostra morale?

Fatemi parcheggiare in divieto di sosta, sanzionatemi ma non mi negate la possibilità di partecipare attivamente al destino del mio Paese.

Come possiamo definire una nazione che non dà la possibilità ai suoi cittadini di esercitare un dovere? Sanzionabile?

Non voglio darvi risposte. Non ne ho. L’obiettivo era porvi domande.

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