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Eroica Fenice

La Ferrero introduce lo smart working

La Ferrero introduce lo smart working

La Ferrero, azienda dolciaria italiana leader del mondo, ha annunciato l’introduzione dello smart working.

Cento dipendenti delle aziende Ferrero di Alba (Ferrero Commerciale Italia, Ferrero Technical Service e Sore Martec Italia) trascorreranno un giorno a settimana lavorando comodamente da casa. Questo non è solo un cambiamento nell’offerta lavorativa di una delle aziende leader nel nostro paese, ma è anche una sorta di esperimento sociale che vede l’apertura a una tipologia di impiego più flessibile e moderno, basato sulla fiducia.

La formula dello smart working è già presente in molte nazioni del mondo, le principali sono Usa e Giappone. In Europa, l’Italia è tra gli ultimi posti nell’utilizzo dello smart working. Infatti, si conta che solo 100.000 dipendenti italiani lavorano un giorno a settimana lontani dall’ufficio.

Eppure, questa formula porterebbe a dei grossi vantaggi sia per la persona sia per l’azienda. Tra i fattori positivi troviamo una maggiore flessibilità degli orari: infatti, la gestione del lavoro da casa permetterebbe di cominciare e finire il compito prestabilito dilazionandolo nei tempi di una giornata. In più, si eviterebbe lo stress degli spostamenti casa-lavoro e viceversa, permettendo non solo di risparmiare sul carburante o magari sul biglietto del mezzo di trasporto, ma anche di contribuire alla diminuzione dell’emissione di Co2.

Lavorare in un ambiente confortevole influirebbe anche in maniera positiva sul dipendente che, magari, svolgerebbe le mansioni steso comodamente nel proprio letto o sul divano.
Insomma, questo senso di responsabilità potrebbe anche offrire ai lavoratori l’opportunità di farsi notare anche nella gestione lontano dai superiori in ufficio, acquistando così di prestigio e di affidabilità. Ovviamente, c’è anche da tenere in considerazione che questo potrebbe agevolare anche l’interazione quotidiana con la famiglia: assistere i propri genitori, occuparsi dei propri cari o dedicarsi ai propri amici a quattro zampe che nelle nostre case sono sempre di più e hanno bisogno delle cure dei propri padroni.

Ma, nonostante i fattori positivi, possiamo annoverare anche alcuni negativi: lo smart working ancora non prevede il pagamento degli straordinari e lavorare fuori dagli orari prestabiliti potrebbe incentivare una frenesia verso il risultato perfetto, una corsa al titolo ambito che guasterebbe i rapporti con la propria sfera personale.

Come va accolta l’idea dello smart working?

L’azienda, guidata da Giovanni Ferrero, tenta questa nuova manovra in un cammino, sembrerebbe, volto sempre più all’ecosostenibilità. La produttrice della Nutella è stata, negli ultimi anni, oggetto di polemica a causa dell’utilizzo nei suoi prodotti dell’olio di palma, ingrediente non solo dannoso per l’organismo ma anche per l’ambiente a causa dell’eccessivo utilizzo delle aziende che chiedono il disboscamento di molte zone ricche delle palme dalle quali si ricava quest’ingrediente.

Malgrado ciò, la Ferrero non ha fatto marcia indietro verso un olio più ecosostenibile come altre aziende concorrenti, ma ha rimarcato però l’affidabilità del prodotto e dei suoi ingredienti. Chissà se è tutto vero o se è solo fumo negli occhi.

Naomi Mangiapia