Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Vomero: la “Notte per la Legalità” si tinge di rosso

La notte bianca del Vomero doveva essere una serata di monito, un evento denominato, non a caso,  “Notte per la Legalità”  proprio perché a farla da padrone doveva essere la parte “sana” della città, la Napoli dell’ospitalità, dell’arte e della cultura, quella di Totò, Massimo Troisi, Pino Daniele e tanti altri, la Napoli dei tantissimi cittadini onesti che la abitano e scelgono ogni giorno di onorare e dare lustro a una città che ha storia, onore e prestigio. Tutto questo doveva rappresentare la “Notte per la Legalità”: ore di festa come condanna alla Napoli della violenza, degli scippi, delle rapine, alla Napoli della cronaca nera. Doveva. Un “imperfetto” che in questa circostanza non ha solo valore di tempo verbale perché ancora una una volta la violenza ha macchiato di sangue  un evento, importante e significativo, che i napoletani onesti avevano organizzato e di cui stavano gioendo. Invece la prima pagina dei quotidiani, il giorno dopo, riporta l’ennesima pecca di questa  città, l’ennesimo episodio che scredita e inquieta Napoli. E getta fango, ancora una volta, sulle bellezze e sulle persone perbene del capoluogo campano.

Si tinge di rosso “La notte per la legalità”

Pochi minuti dopo la mezzanotte, tutte le migliori aspettative per una serata tranquilla, cessano di esistere. 
Ci troviamo nei pressi della Scuola Vanvitelli, una delle strade più conosciute del quartiere, quando due gruppi di adolescenti, incrociandosi, iniziano ad insultarsi. I motivi della scintilla sono futili, ancora non del tutto chiariti. Una parola di troppo trasforma quello che era iniziato come un diverbio in una vera e propria rissa di sangue.  
Nello scontro, infatti, vengono accoltellati due minorenni, uno di 15 e l’altro di 17 anni. Entrambi riportano ferite multiple e vengono trasportati d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli. Tempestivo l’intervento delle tante forze dell’ordine istituiti per l’evento. Il tutto si svolge davanti agli occhi increduli dei tanti passanti, costretti ad essere spettatori di un film cruento che non avrebbero mai voluto vedere perché nel messaggio di quella notte davvero ci credevano.

Purtroppo adesso è l‘amaro quello che resta, l’impegno di chi per quest’evento ha utilizzato tante risorse è passato in secondo piano nel peggiore e più assurdo dei modi.
Mentre voi giocate a ferirvi, l’animo di chi davvero ha sempre una speranza per la propria città,  si lacera. Noi, pastori di un presepe sempre più deturpato, ridotto in brandelli di speranza, ci appelliamo ad una canzone di chi Napoli l’ha amata sul serio:
Tanto l’aria s’adda cagnà“.