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Eroica Fenice

trattativa Sabina Guzzanti

La Trattativa di Sabina Guzzanti

Il 18 Maggio il Liceo Scientifico Piero Calamandrei di Napoli ha accolto un ospite d’eccezione: l’attrice, cantante e regista Sabina Guzzanti. L’artista ha discusso con i ragazzi in seguito alla proiezione del suo nuovo prodotto cinematografico: “La trattativa”, film presentato alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Come spiegato sul sito aperto a scopi promozionali, il film è un racconto di alcuni episodi della storia italiana dagli anni Novanta in poi, definiti come trattativa stato-mafia. Attori ed attrici interpretano alcune figure del periodo: mafiosi, massoni, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, politici, vittime e persone oneste. Gli interrogativi posti nel corso del film sono tanti. Cosa si intende per trattativa? Quali concessioni in cambio della cessazione delle stragi? Chi assassinò Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Il tutto con una riflessione sui rapporti tra mafia, politica, Chiesa, forze dell’ordine.

Sabina Guzzanti al Calamandrei

In seguito alla proiezione della pellicola, la Guzzanti si mette in gioco rispondendo alle domande dei ragazzi delle classi quinte presenti all’ incontro. Il primo argomento trattato è un breve aneddoto della sua carriera volto a mostrare le difficoltà incontrate nel corso del proprio cammino e il lungo e faticoso lavoro alle spalle della produzione del film. Sabina, infatti, ricorda di essere stata querelata da Mediaset appena dopo la prima puntata del programma Raiot, in onda su Rai 3, per gravissime menzogne e insinuazioni. La querela, poi archiviata dalla magistratura che giudicò infondate le accuse di Mediaset, in quanto i fatti presentati erano veri, riguardava frasi che andavano a colpire la legge Gasparri sul riordino delle tv.

Dopo questa esperienza l’artista ha deciso di dedicarsi alla produzione cinematografica esordendo nel 2005 con il film-documentario Viva Zapatero, per arrivare nel 2014 alla Trattativa. La seconda questione trattata è stata proprio quella relativa alle difficoltà incontrate nella produzione di questo film nel quale la Guzzanti ha sempre creduto molto, certa del fatto che la maggior parte degli italiani, anche quelli che leggono il giornale più o meno tutti i giorni, abbia le idee confuse su come si collegano i fatti e sulle loro implicazioni. La produzione del film è durata quattro anni ed esso è stato autofinanziato da Sabina che afferma:  “Ho iniziato il progetto La Trattativa nel settembre 2010 e solo oggi è pronto. Pur essendo favorevole al finanziamento pubblico ministeriale e pur avendolo chiesto, non l’ho mai ricevuto con profonda gioia dei miei detrattori. Non mi hanno nemmeno concesso il non oneroso riconoscimento di interesse culturale dato però a Neri Parenti e ai Vanzina”.

Dalla sua prima proiezione sugli schermi italiani nell’ottobre 2014, il film non si è più fermato, anche al di fuori del circuito cinematografico: è richiestissimo nelle scuole, dai cittadini e dalle associazioni. Una ricompensa per la regista che saluta gli alunni invitandoli a lottare sempre per la libertà di pensiero.