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Eroica Fenice

le vele di scampia saranno abbattute

Le vele di Scampia saranno abbattute

Il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris annuncia che saranno abbattute e riqualificate Le Vele di Scampia, utilizzando la legge sul bando delle periferie che prevede un fondo per la riqualificazione e rigenerazione delle Periferie. Il sindaco di Napoli afferma che innanzitutto questo progetto eliminerà dall’immaginario collettivo, l’equazione Vele-Camorra; poi, oltre all’abbattimento, ci sarà la costruzione di scuole e di impianti pubblici.

Gli abitanti delle Vele di Scampia palesano la loro comprensibile paura, dimostrando sia disinformazione riguardo il progetto, sia un giusto spaesamento verso chi annuncia di voler abbattere la casa che li ha fin oggi ospitati. Secondo il sindaco De Magistris però «nessuno resterà senza casa [..] 187 famiglie già verranno nei prossimi giorni trasferite in abitazioni ubicate in zone limitrofe».

Breve storia delle Vele di Scampia

Le Vele di Scampia sono palazzi ad uso residenziale. La loro costruzione parte da un progetto risalente agli anni ’60 dell’architetto Salvo Di Francesco, il cui intento era quello di costruire una città autonoma che si ponesse come un’estensione a est di Napoli: gli spazi individuali dovevano entrare in un contesto di aree comuni, creando una realtà simile ad una vera e propria comunità familiare. Con le Vele Salvo voleva riproporre la stessa forma della Napoli storica.

Entrando in una Vela di Scampia si ripercorre il “vicolo” Napoletano che collega le unità abitative – quasi come si baciassero – dove si posso sentire le voci dei vicini. Tutto questo si è però trasformato in una trappola che ha permesso alla camorra di insediarsi ed agire. La prima causa del tracollo delle Vele è stata la non completa realizzazione del progetto originario: ogni sei piani, per esempio, era previsto uno spazio comune per servizi ed attrezzature varie, mai costruito. Inoltre, non esistono tuttora infrastrutture pubbliche e collegamenti con la città.

La seconda consiste, invece, nell’incompetenza di chi – nonostante le abitazioni non avessero ancora luce, acqua e gas – ha comunque assegnato le case. Senza contare che le graduatorie previste furono disattese e in seguito al terremoto dell’1980, molti sfollati occuparono abusivamente le abitazioni. Come ciliegina sulla torta, le forze di polizia si sono insediate nelle Vele solo nell’86.

Le Vele di Scampia oggi

Una volta abbandonate dalle Istituzioni, sono diventate la più grande piazza di spaccio che il mondo conosca. E, tra le altre cose, sfondo della fiction di successo Gomorra, nata dalla penna di Roberto Saviano e diretta dal regista di Romanzo criminale – La serie, Stefano Sollima.

A oggi metà delle abitazioni sono disabitate. Le Vele si presentano come un ghetto, un’isola di cemento abbandonata e allontanata. Le periferie in generale a oggi in Italia sono quelle più tartassate ove in maniera maggiore le problematiche socio-economiche risuonano e si amplificano; ed anche il luogo nel quale maggiormente si manifesta il mal contento di un popolo straziato, senza più voce. Non a caso le ultime elezioni hanno dimostrato che lì il qualunquismo e i nazionalismi (falsi) proliferano.

Il destino degli ultimi

Le vele non saranno abbattute tutte, una sopravviverà ed ospiterà le famiglie sfollate in attesa di collocamento. Per la prima volta, grazie anche al bando sulla riqualificazione delle periferie, l’occhio delle Istituzione riesce a guardare un po’ più in là del solo “centro storico”. Per una volta gli eterni secondi, i cosiddetti cittadini di serie B, verranno messi al centro dei progetti politici.

Napoli nella sua tragicomica bellezza sembra palesemente divisa in due dal Corso Umberto I, che si apre di fronte piazza Garibaldi, poco più avanti la stazione ferroviaria. Per le istituzioni sembra che Napoli inizi proprio da lì in poi, dove il livello sociale degli abitanti si alza. Si è sempre guardato avanti, verso Via Marina, Mergellina, la bellissima piazza Dante e così via. Oggi finalmente qualcuno si gira alle sue spalle e si ricorda chi da tempo aspetta di avere l’attenzione della politica.

C’è qualcuno alle nostre spalle che, nonostante le discriminazioni, finalmente trova uno spiraglio di luce. Porre un progetto simile significa cercare di voler quanto meno debellare quella parte dell’immagine della città sporcata da una storia che ci ha visto sempre, anche ingiustamente, sconfitti. Naturalmente il progetto non è solo simbolico, poiché porre in essere un progetto del genere significa anche sfidare a muso duro la camorra. Al di là un’analisi sull’evoluzione della criminalità organizzata che ormai sembra evolversi ed allontanarsi dalla sola “delinquenza di strada”, bisogna comunque dare atto al coraggio del sindaco.