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Legittima Difesa

Legittima Difesa: l’incertezza della politica e del diritto

Mentre il webmaster del Movimento Cinque Stelle, Luigi di Maio, raccoglieva magre figure in quel di Harvard, invitato da un’associazione di studenti europei (e non dal prestigioso ateneo, ndr), la Camera dei Deputati con 225 voti favorevoli, 166 contrari ed 11 astenuti ha approvato la modifica all’articolo 52 del codice penale, ossia la cosiddetta legge Legittima Difesa.

Questo intervento del governo, invocato a gran voce dai cittadini ormai stanchi dell’impossibilità di difendersi adeguatamente in caso di aggressione, denota una legge ancora una volta frutto di un compromesso non tra varie correnti politiche ma, piuttosto, tra membri dello stesso partito.

Le modifiche prevedono che l’aggredito possa difendersi con un’arma legalmente detenuta e denunciata, nel caso in cui l’aggressore non desista dal compiere l’illecito e che questo consista in una violazione domiciliare (che si tratti di negozio, ufficio o dimora) perpetrata con inganno o violenza ed anche quando sia messa in reale pericolo “la vita, l’integrità fisica, la libertà personale e sessuale” ovvero il proprio e l’altrui patrimonio, mobile ed immobile; solo in questi ultimi casi è sempre esclusa la colpa di chi spara se il proiettile è partito a causa di “un grave turbamento psichico” causato dall’aggressore.

Ma tutto questo soltanto di notte (derubricate le fattispecie di cui sopra).

Questa precisazione, che tanto precisa non è, rende solo più vaga la disposizione poiché non è chiaro a nessuno in quali orari un soggetto è “autorizzato” a difendersi. L’orario cambia a seconda della stagione? In inverno ci si può difendere più che in estate? Valgono le ore dei lavoratori notturni (23-07)?

È da tenere inoltre ben presente il principio di proporzionalità tra la difesa e l’offesa ed il sussistere dell’attualità del pericolo.

Ed è qui che la legge dimostra ancora più falle e può essere quasi tacciata di incostituzionalità, giacché potrebbe essere in contrasto con gli articoli 2 (difesa dei diritti umani, quindi anche per un ladro, in quanto la presunzione assoluta di non colpevolezza dell’aggredito è un elemento pericoloso) e 3 (trattare in modo uguale due situazioni diverse, ossia il dolo e l’eccesso colposo di legittima difesa) della costituzione; a questi elementi si aggiunge, poi, la difficoltà probatoria del “grave turbamento psichico” ed anche la poca chiarezza della disposizione legislativa che rende estremamente discrezionale l’intervento di chi deve interpretare la legge (giudici su tutti).

Contestazioni riguardo la legge sulla Legittima Difesa

In prima linea la Lega Nord che, oltre ad esporre cartelloni in aula, insieme ai militanti di Fratelli D’Italia, riportanti la scritta “la difesa è sempre legittima”, si è resa protagonista di un sit-in a piazza Montecitorio; dure le dichiarazioni del leader del Carroccio, Salvini, che ha definito questo intervento legislativo una schifezza frutto di un governo allo sbando ed incapace di governare (come se offrisse una valida e reale alternativa, ndr).

Più elegante, seppur solido, l’intervento di Berlusconi e di Forza Italia che, coerentemente con quanto annunciato, ha votato no al provvedimento sulla legittima difesa poiché “l’asticella non si è alzata il necessario affinché i cittadini possano essere sempre tutelati”, nonostante la proposta di emendamenti per la correzione della norma; d’altronde adgreditus non habet staderam in manu (l’aggredito non ha una bilancia in mano).

Contrari alla legge anche i Cinque stelle, Sinistra Italiana ed Articolo Uno-MDP.

All’indomani dell’approvazione alla camera

È il neo rieletto segretario del PD Matteo Renzi a sottolineare che la legge è poco chiara e confusionaria ed ha dichiarato che inviterà i senatori a riscrivere meglio la norma, dato che lui stesso ha avuto forti dubbi durante la lettura del testo.

Al coro si è unito il Presidente del Senato Pietro Grasso il quale, con un “meno male che c’è il Senato”, ha bombardato uno dei punti fermi della bocciata riforma costituzionale dell’ex premier: l’abolizione dell’organo che Grasso presiede.

Il governo il giovedì approva una legge sulla legittima difesa ed il venerdì la sconfessa e questo è solo uno dei tanti sintomi di una maggioranza malata, che stenta e che non è in grado di tenere ben salde le redini di un Paese sul quale aleggia l’ombra di un populismo senza competenze; come se l’Italia non fosse già sull’orlo del baratro.