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Eroica Fenice

Lumache Cracking Art Group

Le lumache giganti del Cracking Art Group invadono Napoli

Napoli. Chi va piano va sano e va lontano. Quante volte ce lo siamo sentito dire? Dai nostri genitori quando per la prima volta ci siamo messi in auto da neopatentati. Dai nostri professori che non volevano mortificarci se, rispetto ai nostri compagni, eravamo rimasti un po’ indietro nel programma. Ma di sicuro, almeno una volta nella vita, magari in un libro per bambini, abbiamo letto questa frase associata ad una bella e sorridente lumachina.

Ora, pensate a grandi lumache colorate e sorridenti nei pressi di una stazione ferroviaria.

Proprio in loro potreste imbattervi trovandovi a passare nei pressi della stazione della metropolitana di Piazza Garibaldi a Napoli.

Le lumache giganti di Cracking Art Group conquistano i passanti

Si tratta dell’installazione artistica del gruppo Cracking Art Group, fondato nel 1993 da sei artisti internazionali: Renzo Nucara, Marco Veronese, Carlo Rizzetti, Alex Angi, Kicco e William Sweetlove.
Filo rosso delle loro idee artistiche è un’unica volontà: quella di cambiare la storia dell’arte attraverso un impegno sociale e una particolare attenzione all’ambiente che si traduce in un impiego di materiali plastici che rimandano ad una connessione tra il naturale e l’artificiale. L’installazione sarà presente a Napoli fino a Gennaio 2016.
Ma Napoli è solo l’ultima delle città “colpita” dal fenomeno animali giganti viaggiatori. Durante l’EXPO, infatti, non solo lumache ma anche uccelli sono stati avvistati per le strade milanesi. Un nuovo modo di intendere l’arte: la si fa uscire, libera di invadere strade e palazzi, svincolata da canoni fissi e relegati al passato. Aboliamo le barriere. Basta pensare all’arte solo come quadri impolverati e musei silenziosi. L’arte è bellezza: quella di un sorriso e un colore, di una vicinanza senza cordoni di separazione. Avviciniamo l’arte. Avviciniamoci all’arte. Magari piano piano, come farebbero le lumache.

Pezzo a cura di Roberta Magliocca
Foto a cura di Maria Rosaria Cella

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