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Eroica Fenice

Marco Sommella

Marco Sommella presenta Road to Calessi

Agosto 2009, una troupe televisiva, alla ricerca di una città fantasma, scompare senza lasciare traccia. Cinque anni dopo, il ritrovamento del materiale girato rivelerà cos’è realmente accaduto, laggiù, sulla strada per Calessi. È questa l’anima di Road To Calessi, un film di Marco Sommella che scruta a fondo le perversioni e le psicosi dei suoi personaggi, individui abbietti, senza remore nel manipolare il corpo e la coscienza altrui. Il giovane e promettente regista beneventano Marco, autore anche del soggetto, ci racconta la nascita e le peculiarità della sua creatura.

Marco il tuo amore per il cinema è evidente, quando è iniziata questa passione?
La mia passione è cominciata sicuramente durante gli anni della mia infanzia ed è poi cresciuta in maniera smisurata al punto tale che ho casa invasa da film e locandine. Ho sempre visto molti film e ho sempre scritto storie, credo che questi siano gli elementi essenziali per poter lavorare con passione e adeguata conoscenza nel mondo del cinema, sono le basi che, messe insieme, mi consentono, attualmente, di veder realizzati alcuni dei racconti che ho creato.

Hai esordito con due cortometraggi, un dramma psicologico, Ecovanavoce, ed uno zombie short, God’s gonna cut you down, che hanno sancito il sodalizio artistico con Fabrizio Ferracane, noto attore teatrale e cinematografico. Road to Calessi è la tua prima pellicola, un mockumentary-horror, Marco, parlaci di questo nuovo progetto. Com’è nata l’idea?
È un’idea nata dalla voglia di raccontare una storia che non fosse solo frutto della mia immaginazione ma che avesse fondamentalmente basi realistiche. Ho scritto la sceneggiatura molti mesi prima dell’inizio delle riprese e, appena completata, si è dato avvio a intensi pomeriggi di riunioni con l’intero staff presente che si è impegnato tanto per mettere a punto un prodotto che fosse tecnicamente e artisticamente valido. Il contributo di tutti, amici e professionisti del settore, è stato essenziale durante i giorni di girato e credo che insieme abbiamo raggiunto l’obbiettivo principale di aver realizzato un buon prodotto con materiale umano, oltre che tecnico, più che capace.

Questo film prende le distanze dalle tue opere precedenti oppure c’è un filo conduttore che le accomuna?
Non c’è un filo conduttore tra i miei lavori, mi piace sperimentare sempre nuovi generi a seconda di quelle che sono le mie ispirazioni del momento.

Ogni regista ha la sua lunga lista di film e autori di riferimento. Marco qual è il tipo di cinema che ti ha più influenzato?
Sicuramente i generi che mi hanno maggiormente influenzato sono l’horror e e il thriller del cinema italiano anni 80’ di Fulci, Deodato e Avati. Certamente adoro anche il cinema moderno, Tarantino, ad esempio, è uno dei registi che più ammiro.

Qual è il leit motiv di Road To Calessi e le tematiche che vuoi portare alla luce?
Ho sempre avuto uno spiccato interesse per le dinamiche psicologiche che cerco di unire a tematiche sociali di grande attualità. Road to Calessi nasce, infatti, dall’intento di raccontare una storia cruenta che tratta di eventi presenti, molto spesso, sulle pagine di cronaca e a cui si da poca importanza, probabilmente nel tentativo di allontanare dalla propria mente l’idea che esistano persone senza scrupoli, false, arroganti, capaci di causare estrema sofferenza.

C’è già una data di uscita?
Potrete vedere il prodotto completo ad inizio 2015, attualmente la pellicola è in post-produzione.

Marco com’è stata l’esperienza sul set (il momento più gratificante e quello più difficile)?
L’esperienza sul set è stata complessivamente positiva, si è creato un buon rapporto tra tutti noi, sia appartenenti al cast che allo staff, abbiamo lavorato bene ed in armonia. E’ stato sicuramente difficile lavorare con poche ore di sonno alle spalle, lavorare per tante ore al giorno con sacrifici da parte di tutti soprattutto da parte di chi aveva anche il proprio lavoro altrove da gestire. Non posso parlare di un momento gratificante, lo sono stati praticamente tutti, è stato gratificante l’aver avuto intorno tante persone che hanno lavorato con passione, che hanno dato il meglio di loro stesse per vedere affermata e concretizzata la mia grande passione per il cinema.

Le immagini della location sono molto suggestive. Marco dove hai girato?
Le riprese sono avvenute a Benevento e provincia ma abbiamo avuto la possibilità di girare anche in bellissime località del Molise tra cui l’Oasi del WWF di Guardiaregia ed il Pianoro di Campitello di Sepino.

Tra i nomi del cast svetta l’attrice Elena Starace, la Noemi dell’acclamata serie cult Gomorra prodotta da Sky, come hai scelto gli interpreti?
Dopo lunghe ricerche e incontri con aspiranti attori, abbiamo avuto poi modo di conoscere quelli che sarebbero stati i nostri protagonisti, oltre ad Elena Starace compaiono sullo schermo Mario Di Fonzo, anche lui casertano, il napoletano Giuseppe De Vincentis ed i beneventani Paolo De Lillo, Mattia Parrella e Carlotta Boccaccino.

Marco sei regista ma anche sceneggiatore, quale fase di lavorazione ti rende più entusiasta? La scrittura o la costruzione delle immagini?
Entrambe le fasi sono molto importanti e si uniscono creando quella che è la magia del cinema, il bello è proprio vedere le mie storie che prendono vita.

Hai già in mente un nuovo film Marco?
Sì, ho completato una nuova sceneggiatura che spero di poter vedere realizzata in immagini al più presto. Il titolo è I Fiori Di Borgo Alto, un dramma intenso di cui saranno protagoniste quattro storie, ambientate in anni differenti e strettamente collegate tra loro.

Il cinema in una parola.
Ossessione

Grazie, Marco!

-Road To Calessi:Intervista al regista Marco Sommella-