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Eroica Fenice

Milo Manara al Salerno Comicon

Maurilio Manara, detto Milo è uno dei più celebri fumettisti italiani del dopoguerra noto per le sue storie erotiche come “Il gioco” e “Il profumo dell’invisibile” e per le sue “donnine”. Disegnatore dal tratto sublime e raffinato, inizialmente dedito alla pittura e alla pubblicità, vede il suo esordio nel mondo del fumetto nel 1969 su “Genius”, collana erotico-poliziesca edita da Furio Viano. Nella sua lunga carriera vanta collaborazioni strepitose, come quella con Federico Fellini che dà vita a “Viaggio a Tulum” e “Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet” e quella con Pedro Almodovar per “La feu aux entrailles”. Quando la sua fama travalica i confini italiani si trova a collaborare anche con la storica rivista francese “A suivre” edita da Casterman, per cui fa nascere il suo famoso alter ego fumettistico Giuseppe Bergman e l’opera successiva “H.P. e Giuseppe Bergman”, dove H.P. sta per Hugo Pratt, maestro da sempre venerato da Manara.

Una personale dedicata a Milo Manara. Un evento unico nel suo genere, che vede Salerno come tappa iniziale di un lungo omaggio che COMICON vuole tributare alla figura dell’artista veronese. Una mostra di originali che partirà il 3 febbraio per concludersi il 1° marzo presso Palazzo Fruscione, in pieno centro salernitano.
Fumetti, illustrazioni, copertine, sketch, bozzetti, tutto l’universo di Manara, con un unico grande denominatore: le donne, le “Mulieres”, preannunciando così un dialogo con la storia cittadina.
Il Maestro Milo Manara sarà a Salerno, per l’inaugurazione ed una serie di altri incontri con il pubblico e i cittadini.
L’evento sarà inoltre accompagnato da una serie di altre mostre, ospiti e performance in un programma interessante e variegato che si protrarrà per il mese di Febbraio.
Salerno COMICON è organizzato da COMICON, con la collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Salerno e la partnership del Goethe Institut.
Per info: [email protected] ­ 081 4238127.

Milo Manara in una intervista degli ultimi anni, parlando dei suoi esordi e della sua successiva affermazione, ha dichiarato: “Dopo il liceo artistico mi iscrissi alla Facoltà di Architettura di Venezia, ma la mia vocazione restava la pittura. Erano gli anni che vanno genericamente sotto la sigla “68”: gli anni della contestazione. Contestazione che vissi in prima linea per quello che riguardava la Biennale d’Arte. “No all’arte dei padroni”. In realtà, con quegli slogan si tendeva un po’ confusamente a denunciare che le arti figurative stavano perdendo il loro ruolo sociale, restando solamente un affare per gli investitori, senza più alcuna incidenza sulla vera cultura popolare: al popolo non importava nulla dell’arte. Effettivamente erano gli anni in cui ci si accorgeva che il ruolo sociale e la funzione culturale che un tempo erano appannaggio delle arti figurative erano stati ereditati dal cinema e dalla televisione.

Il cinema e la televisione avevano ormai soppiantato la pittura. Vero o no che fosse, un giovane pittore di belle speranze come mi sentivo io viveva la condizione un po’ alienante di esercitare una professione senza contatti con il prossimo, senza un ruolo sociale, culturalmente del tutto superflua. Con queste premesse, era naturale che, appena scoperti i fumetti per adulti che proprio in quegli anni cominciavano ad apparire nelle edicole, comprendessi di aver trovato la mia strada. Il fumetto, che fino ad allora, nella sua connotazione infantile, non mi aveva mai interessato, mi sembrò l’unico mezzo per esercitare una professione socialmente appagante che mi permettesse di mettere a frutto le mie inclinazione figurative. Cominciai così a fare fumetti. Cominciai, come si conviene, dal basso, con piccoli fumetti di infima qualità che tuttavia offrirono la possibilità a me e a molti altri giovani di apprendere i rudimenti del mestiere. Poi incontrai i Maestri. Il primo fu Hugo Pratt, la persona cui devo di più, in assoluto“.

Che le donne di Manara, o meglio le Veneri di Milo siano un capolavoro di bellezza strabiliante è evidente dalla morbidezza dei corpi abbondantemente formosi ed eterei che rasentando la perfezione appaiono totalmente irreali, alle tonalità sobrie e seducenti: quello del maestro dell’erotismo è sicuramente un inconfondibile stile che non appare mai volgare, anzi nella sua complessità appare piuttosto ammaliante, irresistibilmente seducente e sorprendentemente delicato.

-Milo Manara in mostra a Salerno-